27 aprile 2017
Aggiornato 03:00
Giustizia e politica

Consip, il mea culpa di Di Pietro per il Dipietrismo

L'ex magistrato ospite di Omnibus su La7 ha commentato i risvolti giudiziari dell'inchiesta della procura di Roma che hanno lambito la famiglia dell'ex premier, Matteo Renzi. Sul pm di Napoli Woodckock che ha fatto partire l'indagine: «Ha l'aggravante della buona fede, ci crede pure»

ROMA – Da «manettaro di ferro» a garantista, con tanto di mea culpa per aver creato il «Dipietrismo». Un Antonio Di Pietro inedito quello di stamattina, ospite ad Omnibus su La7, dove ha commentato gli sviluppi dell'inchiesta Consip, che ha lambito la famiglia dell'ex premier, Matteo Renzi.

Il mea culpa per il Dipietrismo
L'ex magistrato ha sostenuto che siamo di fronte a un fenomeno «di cui sono colpevole, il Dipietrismo», perché dopo Tangentopoli si è formata una classe di giudici che non vanno più a verificare chi abbia commesso o meno un delitto, ma vanno a scavare nella vita di alcune persone finite «nel mirino» alla ricerca di reati. «Una cosa è, c'è il reato, c'è scappato il morto, vediamo le prove per capire chi l'ha fatto. Altra cosa è, 'Come si chiama quello? Giovanni? Andiamo a vedere se ha fatto un reato. Vedete l'inversione dell'onere della prova: parto dal presupposto che hai commesso un reato e vedo se l'hai fatto». Sul caso Consip, ha sostenuto il fondatore dell'Italia dei valori, «non c'è un complotto ma un eccesso di zelo. Dobbiamo riportare l'investigazione a quello che doveva e deve essere».

La gogna mediatica del padre di Renzi
Una conseguenza del «Dipietrismo» poi è la gogna mediatica, che secondo l'ex poliziotto ha un effetto devastante sulla vita di persone che magari sono del tutto estranee alle inchieste in cui giocoforza vengono coinvolte. «C'è un filone dell'informazione che decide di prendere di mira una persona e lo scava, lo scava...poi si scopre che è innocente, ma intanto i graffi gli rimangono. Questa storia il padre di Renzi se la porta appresso per tutta la vita».

«Woodckock? Ha l'aggravante dello zelo, ci crede pure»
Quanto alle indagini, avviate dal pm di Napoli, John Woodcock, secondo Di Pietro il suo ex collega ha una colpa, anzi «un'aggravante» quella «dell'eccesso di zelo», perché «ci crede pure». Nessun paragone fra il lavoro attuale e quello di Mani pulite però, ha chiesto Di Pietro: «Non confondiamo il grano con l'olio per favore. Noi abbiamo fatto una cosa seria. Questo è il problema, noi avevamo scoperto delle colpe, qui stanno cercando le ombre».