27 aprile 2017
Aggiornato 03:00
A Villa Geno a Como

Meloni inedita duetta in dialetto con Van De Sfroos, mentre Como fa da progetto pilota per il futuro di FdI

A dimostrazione della sua appartenenza nazionale, e non solo romanocentrica, la leader di FdI ha improvvisato un divertente duetto con il cantautore Davide Van De Sfroos, cantando addirittura in dialetto comasco

COMO - E se sovranismo deve essere, sovranismo sia. Fino in fondo... A dimostrazione della sua profonda appartenenza nazionale, e non solo romanocentrica come molti le rimproverano, sabato sera, in quel di Como, Giorgia Meloni ha improvvisato un divertente duetto con il cantautore Davide Van De Sfroos, cantando addirittura in dialetto comasco. Considerando che il cantante «laghé» per antonomasia è stato spesso associato alla Lega – per quanto ufficialmente si sia sempre dichiarato "politicamente ateo" – questo «sodalizio artistico» non fa che suggellare una unione di intenti, politici e culturali, decisamente evidente nella realtà. Insomma, basta con gli indugi: il fronte sovranista è unito sui temi che contano e, soprattutto, la vecchia spartizione nord-sud tra Lega e ex-AN ormai è davvero superata.

Una cena a sostegno del candidato sindaco del centrodestra
Pronuncia decisamente credibile e piglio assai disinvolto, lontana anni luce dall'immagine rigida che hanno cercato di appiccicarle addosso in tutti i modi, accompagnata dall'emozionante chitarra di Van De Sfroos, la Meloni ha improvvisato un classico del cantante, «Pulènta e galèna frègia» (polenta e gallina fredda era il piatto tipico del giorno di Santo Stefano, quando si utilizzavano gli avanzi, freddi, della gallina lessata per il cenone di Natale...). La leader di Fratelli d'Italia si trovava a Como, a Villa Geno, in occasione di una cena organizzata a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Mario Landriscina.

A Como un progetto pilota
Nel corso della serata, politicamente importante, è stata presentata la grande comunità di «Fratelli di Como», operazione che si potrebbe definire di allargamento e apertura verso altre sensibilità storiche del centrodestra che il partito ha condotto sul territorio comasco in vista delle prossime elezioni comunali, e anche per ragionare dei possibili sviluppi futuri. Ma perché Como è improvvisamente diventata così strategicamente importante? «Como è la punta avanzata di un progetto che stiamo portando avanti nell’intera Lombardia, e che crediamo possa rappresentare un progetto-pilota molto fecondo anche sul piano nazionale». Queste le parole di Alessio Butti, vicecapogruppo di FdI al Senato.

Unire «energie eterogenee tra loro»
L’idea è quella di coinvolgere «energie eterogenee tra loro", al momento spesso disperse, ma con un minimo denominatore comune: la volontà di «costruire la grande alternativa liberal-conservatrice, che faccia del recupero della sovranità nazionale e della fine della vessazione burocratico-fiscale delle nostre imprese due punti dirimenti, rispetto alla sinistra di Renzi e al nichilismo di Grillo». Un progetto importante, «in cui crediamo molto, e che a Como ha già dato dei primi significativi frutti, con il coinvolgimento di aree e personalità storiche del mondo di centrodestra comasco, che troveranno rappresentanza anche nelle liste elettorali di Fratelli d’Italia».