29 maggio 2017
Aggiornato 11:30
Giustizia e politica

Minzolini si difende in Tv: «Il Senato ha valutato la mia esperienza giudiziaria»

Il senatore di Forza Italia è tornato ad annunciare le sue dimissioni da palazzo Madama ad Omnibus su La7, dopo che l'Aula ha votato contro la sua decadenza da parlamentare, come prevederebbe la legge Severino

ROMA – Il senatore di Forza Italia, Augusto Minzolini, è tornato ad annunciare le sue dimissioni da palazzo Madama ad Omnibus su La7, dopo che l'Aula ha votato contro la sua decadenza da parlamentare, come prevederebbe la legge Severino. «Sembra che il dato principale di quel voto sono le mie dimissioni – ha esordito Minzolini - Io penso che uno dovrebbe sterilizzare se fa una battaglia di principio, questa battaglia da qualunque tipo di interesse personale».

Leggi anche: Minzolini salvato in Senato. M5s: «Siete da radere al suolo, aspettatevi reazioni violente»

«Il Senato ha valutato la mia esperienza giudiziaria»
L'ex direttore del Tg1, condannato in via definitiva per peculato, ha spiegato come mai i suoi colleghi si sono espressi per la sua permanenza in politica: «Il Senato ha valutato la mia esperienza giudiziaria e valutandola ha sollevato due questioni che a mio avviso già appartenevano al patrimonio culturale dell'impegno del Senato». In primo luogo, ha sostenuto il giornalista, «io ho posto un problema: il ritorno in magistratura di un magistrato che da 20 anni ha fatto politica».

Il giudice che viene dall'Ulivo
Infatti il giudice che ha firmato la sentenza su Minzolini, Gian Nicola Sinisi, ha militato fra le fila dell'Ulivo e lo ha condannato a sei mesi in più di carcere di quanti chiesti dalla Procura, «così da far scattare la Severino», ha detto il senatore di Fi, sottolineando il fatto di essere stato assolto in primo grado. Inoltre, ha spiegato il politico azzurro, tre anni fa il Senato ha approvato una legge sul ritorno dei magistrati dalla politica in magistratura che avrebbe impedito a quel giudice di far parte di quel tribunale: «Quindi il voto su di me non è stata una novità. Il Senato aveva già assunto una posizione: una legga che giace da tre anni alla Camera e che non è stata approvata».

La riforma del processo penale
Come ultimo punto a sua difesa, Minzolini ha citato il nuovo ordinamento sul processo penale che è stato approvato in questi giorni con voto di fiducia, in cui è previsto che chi «viene assolto in primo grado e in secondo grado il giudice capovolge la sentenza con una condanna, questo giudice deve riaprire l'istruttoria, cosa che non è stata fatta nella mia vicenda, mentre è stata fatta per altri».