24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Il capo dello Stato agli studenti

Mattarella: sono arbitro, ma se c'è un inceppo intervengo con l'arma della persuasione

'Sono un arbitro': così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella definisce come interpreta la sua funzione, sottolineando che quando c'è 'un inceppo' il capo dello Stato esercita quella 'persuasione fatta con discrezione'

ROMA - "Sono come un arbitro». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella definisce come interpreta la sua funzione, sottolineando che quando c'è "un inceppo" il capo dello Stato esercita quella "persuasione fatta con discrezione" che "è più efficace di quella proclamata in pubblico".

La persuasione
Secondo Mattarella, che ha incontrato al Quirinale gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, "la persuasione fatta con discrezione è più efficace di quella proclamata in pubblico. La persuasione proclamata può servire forse a rivendicare il merito di aver evitato qualche problema, ma l'importante non è rivendicare i meriti, è evitare che nascano i problemi".

La funzione di arbitro
Secondo Mattarella "l'arbitro interviene quando il meccanismo si inceppa, quando c'è qualche motivo di crisi». Mattarella ha sostenuto che "quando sono stato eletto nel discorso di insediamento ho usato una metafora per descrivere le funzioni del Capo dello Stato: quella dell'arbitro. L'arbitro interviene quando il meccanismo si inceppa, quando c'è qualche motivo di crisi; in quelle occasioni interviene in maniera più visibile per ripristinare la normalità dello svolgimento della vita delle istituzioni. Naturalmente deve anche occuparsi di prevenire queste difficoltà, di evitare che si verifichino e questo richiede un'azione di persuasione morale, di convincimento, che viene fatta con maggiore discrezione".