26 marzo 2017
Aggiornato 18:30
Intervista all'«ambasciatore» della Lega a Est

Savoini (Lega): Salvini e Russia Unita? Il primo patto con Putin per la sovranità

La prima collaborazione tra un partito europeo e Russia Unita, il movimento politico legato a Vladimir Putin, è targata Lega Nord. Un protocollo importante quello firmato a Mosca tra Salvini e Russia Unita

ROMA - La prima collaborazione tra un partito europeo e Russia Unita, il movimento politico legato a Vladimir Putin, è targata Lega Nord. Un protocollo importante quello firmato a Mosca, che certifica il livello di interlocuzione che ha raggiunto Matteo Salvini con le forze di governo russe e con il Cremlino in un momento in cui – sia l'Ue che l'Italia – continuano a perseguire un incomprensibile muro contro muro con la Federazione russa. Secondo Gianluca Savoini, sherpa della Lega in territorio russo e presidente dell'associazione Lombardia-Russia, questa intesa politica rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato con la segretaria di Matteo Salvini, «schierata fin da subito contro le assurde sanzioni economiche alla Russia, così come è un fatto che la delegazione leghista sia stata la prima in Europa a recarsi in Crimea poco mesi dopo la riannessione con la Federazione; per questo, ma non solo, si è arrivati alla firma di questo storico protocollo».

"Necessità di un ponte"
Sempre da Mosca Salvini ha rilanciato, citando papa Francesco, la necessità di un «ponte» con la Russia di Putin ma uno dei pochi leader in Europa a sostenerlo. «Già – continua Savoini - gli altri governanti invece di fare gli interessi dei loro obbediscono ai diktat delle commissioni europee e di alcune potenze internazionali, mi riferisco all'amministrazione di «allora» ossia quella Obama.

La sovranità al centro
I governi seguono a bacchetta quello che viene detto a loro da questi network. Salvini e Lega, invece, hanno deciso di riproporre la sovranità: la decisione nel nome degli interessi dei cittadini e dei popoli. Le sanzioni alla Russia, ad esempio, hanno causato cinque miliardi di euro di mancati introiti: da che parte sta la ragione lo può capire anche un bambino...».