30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
Centrosinistra in cerca di un leader

Renzi a Porta a Porta attacca Emiliano sui vaccini, si difende su Consip e bacchetta Vespa: non ironizzi sui disoccupati

Il rottamatore ospite di Porta a Porta su Rai1, in veste di candidato alla segreteria del Partito democratico. Sul caso Consip: «Io ho difeso Virginia Raggi quando le è arrivato un avviso di garanzia, gli altri non hanno fatto la stessa cosa. Dai Cinquestelle due pesi e due misure»

ROMA – Matteo Renzi è tornato da Bruno Vespa, ospite di Porta a Porta su Rai1, in veste di candidato alla segreteria del Partito democratico. Tre i momenti topici della serata: il primo quando l'ex premier ha assicurato di non essere a carico della moglie, il secondo quando ha attaccato sui vaccini il suo sfidante Michele Emiliano, accusandolo di cercare voti sulla pelle dei malati ed infine quando ha ricordato la doppia morale del Movimento 5 stelle sulla sindaca di Roma indagata ma sostenuta e sul loro atteggiamento sul caso Consip.

Gentiloni avanti fino al 2018
La prima domanda di Vespa è sul governo Gentiloni, che nonostante sia una fotocopia dell'esecutivo guidato da Renzi ha vissuto un periodo di incertezza proprio a causa dell'ex prsidente del Consiglio che invocava elezioni subito. Sul punto il segretario dimissionario del Pd ha tenuto a precisare che con Paolo Gentiloni i rapporti sono ottimi, «c'è pieno accordo e tutti siamo impegnati a sostenerlo». Poi ha ripetuto quanto sostenuto dall'attuale inquilino di palazzo Chigi e cioè che la scadenza naturale dell'esecutivo è il 2018, aggiungendo però che non si possono passare questi mesi a «parlarsi addosso: l'importante è fare cose concrete».

Non sono disoccupato
Poi è venuto il siparietto sull'attuale condizione di «disoccupato» di Renzi: «Io disoccupato? Non scherziamo, i disoccupati veri sono persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Io come arrivare alla fine del mese me lo trovo. Non facciamo battute sui disoccupati, quelli veri», ha detto il rottamatore spiegando di aver avviato una serie di iniziative personali. «Non sono a carico di mia moglie. Io ho una serie di iniziative mie: un libro, sono professore universitario, ho una piccola realtà imprenditoriale però importante e prestigiosa. Io sono diverso dagli altri politici. Sono uscito senza paracadute senza portarmi dietro la seggiolina».

Emiliano e i vaccini
Quanto al suo prossimo impegno, la corsa per la segreteria Dem (e quindi alla poltrona di premier), l'ex sindaco di Firenze ha attaccato Michele Emiliano, accusandolo di voler fare propaganda politica sulla «pelle delle persone». Secondo Renzi infatti non è possibile sostenere di avere dubbi sulla vaccinazione: «La cosa dei vaccini un po' mi ha fatto male. Emiliano sostanzialmente non è stato chiaro come sono stati chiari altri presidenti di Regione, Bonaccini in Emilia Romagna ha fatto un lavoro straordinario». Per Renzi invece bisogna avere «il coraggio di dire che la vaccinazione non è un favore dell'industria farmaceutica, è un favore alla qualità della vita delle persone». Quindi ha concluso: «Non giochiamo sulla pelle della gente alle primarie. Lo dico a Emiliano: evitiamo di strumentalizzare le questioni che riguardano la vita e la salute di tutti. Ci sono tanti argomenti su cui discutere e litigare, litighiamo su questi. Sui vaccini, per prendere un voto in più... Si perde la faccia e la dignità del Pd».

L'inchiesta Consip
Ampio spazio della trasmissione è stato dedicato all'inchiesta Consip, dove l'ex presidente del Consiglio ha ribadito quello che dice da giorni: massimo rispetto della magistratura, i processi si fanno in tribunale e non sui giornali e che lui a differenza di altri non può essere accusato di conflitto di interessi. «Non c'è alcun legame di sangue che viene prima della legge», ha detto. «Ci sono due dimensioni diverse - ha aggiunto - Una è la dimensione del figlio, che quando vede il padre in difficoltà è umanamente preoccupato. Dal punto di vista istituzionale non entro nel merito della vicenda, non la giudico. Io sto dalla parte dei giudici. Chiedo che si vada a processo, si emetta sentenza perché i giudizi non si fanno sui giornali. Il tempo in cui si cercava di fare le leggi per non fare i processi è finito, io ho cercato di fare le leggi perché si facessero. Possiamo discutere di tutto, per quello che riguarda il sottoscritto. Tranne che di conflitto di interesse e mancanza di trasparenza. Dire che mio padre non si è avvicinato al pubblico... è Il minimo che potesse fare»».

I due pesi del Movimento 5 stelle
Poi però Renzi ha voluto rispondere nuovamente a Beppe Grillo, che lo ha accusato di aver rottamato anche suo padre, quando disse che se venisse giudicato colpevole dovrebbe scontare una pena doppia. «Ovviamente, umanamente son dispiaciuto, non siamo robot. Quando Grillo mi ha scritto che io rottamavo mio padre perché avevo detto 'se mio padre fosse colpevole, dovrebbe avere il doppio della pena'. Si chiama iperbole...». Ora, però, è importante che si arrivi ad una sentenza: «Per esser chiari, io vorrei vedere il processo e le sentenze. Le faccio l'elenco di quelli prosciolti perché non avevano fatto niente - ha detto Renzi a Vespa - l'ultimo è l'ex segretario del Pd di piacenza... Stefano Graziano: Di Maio e i 5 Stelle lo hanno accusato di stare con i 'Casalesi', con la camorra. Oh, questo non c'entrava niente. Siccome però ci sono anche quelli che sono camorristi davvero, si vada a processo. Io credo nella giustizia italiana». Renzi ha ricordato al Movimento 5 stelle che lui ha difeso la sindaca di Roma «quando le è arrivato un avviso di garanzia, gli altri non hanno fatto la stessa cosa. Dai Cinquestelle due pesi e due misure».