24 aprile 2017
Aggiornato 11:00
Giustizia e politica

Inchiesta Consip, Emiliano: «Renzi oggettivamente responsabile»

Il candidato alla segreteria del Partito democratico ospite di Tagadà su La7: «E’ una roba che avrebbe fatto saltare uno Stato per la gravità»

ROMA – In attesa che venga interrogato dai suoi colleghi come persona informata dei fatti, il candidato alla segreteria del Partito democratico, Michele emiliano è tornato sull'inchiesta Consip, ospite di Tagadà su La7.

«Roba che avrebbe fatto saltare uno Stato»
Alla domanda sul ministro dello Sport, Luca Lotti, indagato e ancora al suo posto, e sui vertici di Consip che non hanno mai denunciato le pressioni ricevute, Emiliano ha replicato di non voler andare nei tecnicismi della vicenda ma, ha aggiunto: «Qui la situazione è comica se non tragica. C’è un’indagine gigantesca dove chi subiva la concussione non denunciava. Quelli che stavano indagando vengono fregati. E’ una roba che avrebbe fatto saltare uno Stato per la gravità».

«Renzi oggettivamente responsabile»
Il magistrato in aspettativa è poi passato all'attacco del suo sfidante, Matteo Renzi, sottolineando che tutta questa vicenda «da fare paura è avvenuta quando come presidente del Consiglio c'era Renzi»: «Qui invece sono rimasti tutti al loro posto. Nessuno dice una parola. Si preoccupano del ruolo di parenti e amici ma nessuno si preoccupa del fatto che adesso la centrale di acquisto più importante d'Italia adesso è nelle mani di una persona che o è una vittima o è un calunniatore. O ha avuto paura al punto di non denunciare, che è gravissimo, oppure addirittura apparati dello Stato indagando su se stessi hanno rivelato la presenza di cimici. Una roba da fare paura che è avvenuta quando c'era presidente del Consiglio Matteo Renzi. Penso che sia oggettivamente responsabile».

Orlando in «potenziale conflitto di interessi»
Intanto nei giorni scorsi il governatore della Puglia ha sollevato il dubbio di un «potenziale conflitto di interessi in quanto esercita il potere disciplinare sui magistrati» che indagano sul caso Consip, sul ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Per Emiliano Orlando è «persona onesta» ma la sua discesa in campo per la guida del Pd è «ad altissimo rischio di conflitto di interessi. Non chiedo le sue dimissioni ma ognuno deve tutelare innanzitutto il paese e il governo di cui fa parte».