29 maggio 2017
Aggiornato 11:00
Il senatur rilancia il Nord

Bossi contro Salvini ma «difende» Renzi: «Quando non servi più al centralismo, ti tirano giù»

Uscita pubblica per il fondatore della Lega nord he non ha risparmiato critiche all'attuale segretario del Carroccio: «Non c'è spazio per l'interesse personale», Consip? «Puzza di organizzato»

MILANO – Uscita pubblica per il fondatore della Lega nord, Umberto Bossi, che non ha risparmiato critiche all'attuale segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ha auspicato un riavvicinamento con Forza Italia e ha detto di sentire «puzza di bruciato» sull'inchiesta Consip che sta coinvolgendo indirettamente l'ex premier, Matteo Renzi.

L'alleanza con Berlusconi
Partendo dal suo partito Bossi, intervenuto alla festa per il 60esimo compleanno di Antonello Contiero (espulso dal Carroccio a gennaio dopo la richiesta, non accolta di dimettersi da presidente dell'Interporto di Rovigo) ha ammonito Salvini: «Non c'è spazio per l'interesse personale, prima viene l'interesse della Lega» e ha risposto a chi gli ha chiesto quale fosse il maggior ostacolo per un accordo con Silvio Berlusconi: «Fino adesso è stato Salvini, perché voleva fare il premier», sottolineando che «il rischio è che finisca male davvero». Un'intesa con Fi però sarebbe fondamentale secondo il Senatur «perché Berlusconi ci può aiutare anche a cambiare la legge elettorale, cosa di non poco conto».

La questione settentrionale
Poi Bossi ha parlato dei vecchi ideali secessionisti, ricordando che sono ancora presenti nello statuto del partito e che la questione settentrionale non è per nulla sorpassata: «Sono fallite 100mila imprese, e dove? Tutte al Nord. Ma invece di agitare questo (fa segno con il pugno, ndr), stiamo zitti. La questione settentrionale è stata messo da parte da Salvini, ma in politica se lasci un vuoto viene riempito da altri. Lo Stato italiano ha massacrato le nostre imprese, il resto sono chiacchiere. Lui va al Sud a cercare voti, ma in politica servono idee chiare». Comunque l'ex segretario ha assicurato che non lascerà il Carroccio, «io la Lega l'ho creata, non voglio romperla», nonostante stia organizzando una nuova associazione politica ispirata al Nord: «Io sono ancora qui, non ho mollato. Anzi intendo fare a breve scadenza un'associazione, non intestata a mio nome, ma intestata alla Padania libera».

Consip puzza di bruciato
Quanto alle vicende esterne alla Lega, Bossi ha speso qualche parola sull'inchiesta Consip, che vede fra gli indagati e gli accusatori tutte persone molto vicine all'ex premier, Matteo Renzi, dal padre Tiziano, all'amico di una vita, l'attuale ministro dello Sport, Luca Lotti. «Renzi? Quando qualcuno non serve più al centralismo, lo tirano giù. Consip? Puzza di organizzato».