24 aprile 2017
Aggiornato 11:00
Inchiesta Consip e Giglio magico

Salvini: «Voteremo la sfiducia a Lotti»

La Lega Nord darà il suo Sì, ha annunciato il segretario del Carroccio, ospite di Agorà su Rai2 spiegando che il suo partito ha aderito alla proposta lanciata dal Movimento 5 stelle, «per chiedere di andare a votare prima possibile»

ROMA – La Lega Nord voterà sì alla sfiducia al ministro dello Sport, Luca Lotti, indagato nell'inchiesta Consip per rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento. Lo ha annunciato il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ospite di Agorà su Rai2 spiegando che il suo partito ha aderito alla proposta lanciata dal Movimento 5 stelle, «per chiedere di andare a votare prima possibile».

«Andare a votare prima possibile»
Salvini ha detto: «Sì la voteremo. Ma non è una sfiducia contro una persona, ma un modo per chiedere di andare a votare prima possibile». «Qui non c'è un uomo della Lega che denuncia,qui sono renziani che denunciano altri renziani. L'amministratotore di Consip l'ha nominato Renzi, non io. Qualcuno scelto da Renzi non la dice giusta: non so se Lotti, l'amministratore delegato, l'imprenditore il babbo... Quello che fa male all'Italia, al di là di queste inchieste, Verdini... E' che il Parlamento e il governo non stanno facendo nulla», ha aggiunto l'eurodeputato.

«L'Europa va avanti, noi discutiamo della crisi del Pd»
«Nonostante la crisi economica e sociale, l'esecutivo è immobile. Mentre altri Paesi europei si muovono, dibattono, discutono, pensiamo al Portogallo, non a una potenza economica, che sta crescendo il doppio rispetto a noi. Pensiamo alla Svezia che ha reintrodotto il servizio militare obbligatorio; Marine Le Pen propone di andare in pensione, come proponiamo noi, a 60 anni di età con 40 anni di contributi. Altri Paesi europei stanno rivedendo il loro percorso scolastico, l'Italia è l'unico Paese in Europa che ha tre mesi di vacanze estive», tutti temi importanti ha sottolineato Salvini, aggiungendo che da noi invece si continua a discutere del congresso del Partito democratico e delle sue scissioni... «e chi se ne frega!».