30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
«Basta retorica»

Boldrini: «Non mi rassegno a vedere l'Ue cadere sotto i colpi di populisti e nazionalisti»

«Non ho alcuna intenzione di rassegnarmi all'immobilismo o a piccoli aggiustamenti, nella speranza che prima o poi la bufera si plachi. Questo è il regalo più grande che finora è stato fatto a chi vuole disgregare l'Europa», ha detto la presidente della Camera

ROMA - «Non ho alcuna intenzione di rassegnarmi a vedere l'Ue cadere sotto i colpi che le assestano populisti e nazionalisti. Non ho alcuna intenzione di rassegnarmi all'immobilismo o a piccoli aggiustamenti, nella speranza che prima o poi la bufera si plachi. Questo è il regalo più grande che finora è stato fatto a chi vuole disgregare l'Europa». La difesa a spada tratta dell'Unione europea è della presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenuta alla presentazione della relazione del del 'Comitato di saggi sullo stato e le prospettive dell'Unione europea'.

«La bufera non passerà da sola»
L'ex responsabile dell'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) ha spiegato che l'attuale «bufera» che sta imperversando sul Vecchio continente «non passerà da sola», ma passerà solo «se sapremo riportare il sereno. Se sapremo quindi rilanciare il progetto europeo, più fedele ai princìpi e ai valori ai quali si ispirarono i Padri fondatori e più attento alla voce dei suoi cittadini, del suo popolo».

Il comitato di saggi voluto da Boldrini
Secondo Boldrini oggi tutti i media o quasi danno un'immagine negativa dell'Ue, ma «finalmente la relazione dei saggi ci dà invece gli strumenti per promuovere un sentimento di identità e di appartenenza europea, soprattutto tra i giovani». Il comitato dei saggi è stato istituito proprio dalla terza carica dello Stato lo scorso settembre per analizzare i dati emersi dalla consultazione pubblica online sullo stato e le prospettive dell'Unione europea che si è svolta da febbraio ad agosto 2016 sempre su iniziativa della Boldrini.

I problemi dell'Ue: ineguaglianza e immigrazione
La relazione dei saggi, ha ammesso Boldrini riconosce però anche i fattori di crisi, «sottolinea che la sfiducia dei cittadini verso l'Unione nasce soprattutto dal disagio sociale: dalla disoccupazione e dalla crescita delle disuguaglianze. Così come mette in luce che paura e insicurezza sono dovute anche alla incapacità di gestire in modo solidale i flussi migratori. La relazione ci dice, insomma, che l'Europa attuale non ci piace ma che può essere migliorata con gli strumenti che già possediamo».