30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
Il centrodestra verso le primarie

Berlusconi incorona Zaia, lui replica: «La Lega ha già un candidato ed è Matteo Salvini»

Mentre il segretario del Carroccio insiste sulle primarie di centrodestra, il leader di Forza Italia, ha provato a scompigliare le carte (o almeno innervosire il suo sfidante) «candidando» il governatore leghista che però si smarca: «Voglio restare in Veneto»

ROMA – Mentre il segretario della Lega Nord insiste sulle primarie di centrodestra proponendo le date dell'8-9 aprile non nascondendo la sua ambizione alla premiership, il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha tentato di scompigliare le carte (o almeno innervosire il suo sfidante) «incoronando» il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, a suo delfino.

Berlusconi incorona Zaia
«Se Berlusconi non potrà tornare in campo, il centrodestra dovrà trovare qualcuno al suo interno. Il governatore del Veneto Luca Zaia si sta comportando molto bene. Dico Zaia o qualcun altro in grado di emergere e convincere tutti», ha dichiarato il Cavaliere parlando di sé stesso in terza persona a 'Notizie Oggi' in onda su Canale Italia. Immediata la replica di Zaia: «Tranquillizzo tuti: rappresento il Veneto e voglio restare in Veneto».

Zaia: «Un candidato l'abbiamo già ed è Matteo Salvini»
Il presidente del Veneto, in conferenza stampa a fianco del suo leader, ha poi sottolineato, «noi della Lega un candidato l'abbiamo già ed è Matteo Salvini», chiedendo di porre fine a «questa manfrina». Quindi Zaia ha spiegato che per lui «amministrare una regione non è una questione semplice, ma di impegno quotidiano e di credibilità». Parlando di «retropensieri», il leghista ha detto di «apprezzare la dimostrazione di stima», ma ha aggiunto che «questa storia sta penalizzando i veneti perché quando si va a trattare qualcosa la sensazione è che ci sia sempre un retropensiero. Lasciatemi, lasciateci governare in pace. Per me oggi la strategia è quello di portare i veneti al referendum per l'autonomia». Zaia ha concluso: «Vedo un cambiamento di atteggiamento, a livello nazionale, nei miei confronti e quando vai a proporre qualcosa per il Veneto ti vedono come un possibile candidato, non più come presidente del Veneto. Il che significa il freno a mano tirato su molte partite».