30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
La società che dovrebbe realizzare lo stadio non sarebbe idonea

Stadio della Roma: l'accordo c'è, ma il Codacons minaccia ricorso al Tar

Sull'intesa appena raggiunta tra il Campidoglio e i sostenitori del progetto del nuovo stadio della Roma, l'ombra di un ricorso del Codacons

ROMA - Panem et circenses 2.0, ultima puntata. Per il momento. È stato raggiunto nella serata del 24 febbraio l'accordo tra il Campidoglio e i sostenitori del progetto per il nuovo stadio della Roma ma sull'intesa potrebbe piombare come un macigno un ricorso del Codacons al Tar del Lazio.

La svolta
La svolta attesa per la realizzazione del progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle si è concretata attraverso un compromesso per un taglio di circa il 60% delle cubature previste e una riduzione proporzionale delle opere pubbliche.

La minaccia del Condacons
Il Codacons in una nota spiega che il taglio delle cubature è una buona ipotesi se sarà realmente rispettato. Ma l'associazione dei diritti dei consumatori vuole vederci chiaro a proposito della proprietà del nuovo stadio. Secondo un parere legale reso noto pochi giorni fa, e in possesso del sindaco Raggi, infatti, il vero soggetto realizzatore dello stadio sarebbe la società As Roma Spv Llc il cui oggetto sociale non è quello dell'esercizio dell'attività sportiva. Il che potrebbe determinare una violazione della norma relativa alla realizzazione di impianti sportivi nelle periferie urbane che individua i soggetti che possono beneficiare della procedura amministrativa semplificata, vale a dire associazioni o società sportive. Da cui le perplessità del Codacons.