30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
Intervista a Raffaele Volpi, senatore della Lega

Volpi (Lega): «Il Ceta? Un Ttip che rientra dalla finestra anche per colpa di Forza Italia»

Lo hanno battezzato, dal Ppe, «il primo schiaffo dell'Ue a Donald Trump». Per Volpi il Ceta è «un pezzetto di Ttip che entra in maniera surrettizia perché, come tutti sanno, molte multinazionali americane hanno sede proprio in Canada»

ROMA - Lo hanno battezzato, dal Ppe, «il primo schiaffo dell'Ue a Donald Trump». Si tratta dell'approvazione del Ceta, il trattato commerciale tra Canada ed Unione europea che è stato sostenuto dalla cosiddetta «grande coalizione» (centrodestra e centrosinistra europei) al Parlamento di Strasburgo e che è arrivato – fatalmente – dopo che il Ttip si è arenato tra le difficoltà e l'effetto dell'onda trumpista. Per Raffaele Volpi, senatore della Lega e vicepresidente di Noi con Salvini, il Ceta è appunto «un pezzetto di Ttip che entra in maniera surrettizia perché, come tutti sanno, molte multinazionali americane hanno sede proprio in Canada». A proposito del fatto che dai popolari europei la firma sul trattato sia stata interpretata come una sfida al protezionismo intelligente del presidente Usa Volpi legge in controluce l'emergere di interessi anti-sovranisti: «Sicuramente tanti partiti italiani, di certo non la Lega, hanno delle rappresentanze che non sono più solo politiche ma di grandi interessi di potere». Gli effetti? Per ciò che riguarda le ricadute sulla produzione italiana di qualità i numeri della Lega parlano di «soli 41 prodotti su 300 con indicazione geografica tipici che saranno riconosciuti Canada». Un vero e proprio danno per il made in Italy, insomma. Anche per questo motivo per il leghista il fatto che tanti parlamentari italiani di centrodestra, tra cui Forza Italia, abbiano votato il Ceta «diventa un discrimine politico a riguardo del progetto politico futuro».