26 marzo 2017
Aggiornato 18:30
Berdini vs Raggi

Le dimissioni irrevocabili di Berdini, Raggi fissata sullo stadio della Roma e le «periferie che sprofondano nel degrado»

Alla fine, l'ultimo atto per Paolo Berdini è stata la riunione in Campidoglio sullo Stadio della Roma, a cui l'assessore all'Urbanistica, grande nemico del progetto di Tor di Valle, non è stato convocato

ROMA - Dimissioni irrevocabili. Alla fine, l'ultimo atto per Paolo Berdini è stata la riunione in Campidoglio sullo Stadio della Roma, una riunione a cui l'assessore all'Urbanistica, grande nemico del progetto di Tor di Valle, non è stato convocato. Berdini salta dopo la polemica infinita fra lui e la sindaca Virginia Raggi per le dichiarazioni a ruota libera rilasciate dell'assessore a un cronista de La Stampa.

"L'unica preoccupazione della Raggi è lo stadio"
La sindaca lo ha in pratica commissariato, poi aveva avvertito che la sua pazienza aveva un limite. Ma è stato l'assessore a gettare la spugna alla fine. Resta da vedere chi prenderà il suo posto, in una giunta dove la figura di un urbanista super partes sembra più che mai necessaria. E intanto lui lancia frecciate velenose accusando la giunta di cedere ai costruttori: "Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l'emergenza abitativa, l'unica preoccupazione sembra essere lo Stadio della Roma" scrive l'urbanista.

Le due versioni del progetto dello stadio
La giunta Raggi chiede una diminuzione delle cubature previste, mentre l'As Roma perora la causa dei costruttori che, per rifarsi dei costi dell'impianto e delle infrastrutture promesse alla città, vogliono costruire tre grattacieli ad uso commerciale.