29 maggio 2017
Aggiornato 11:30
Movimento 5 stelle

Caso Berdini: la base non lo vuole ma manca un'alternativa. Lui: «Se Raggi vuole io ci sono»

Riunione settimanale di maggioranza oggi in Campidoglio e la poltrona di assessore all'Urbanistica è sempre più incerta. La sindaca di Roma lo vorrebbe cacciare ma per ora non ha trovato nessuno

ROMARiunione settimanale di maggioranza oggi in Campidoglio e la poltrona di assessore all'Urbanistica di Paolo Berdini è sempre più incerta. La sindaca di Roma, in cui nell'ultimo stralcio dell'audio diffuso da La Stampa per provare l'esistenza dell'intervista in cui Berdini ha sparato a zero sulla sua giunta è «accusata» di essere amante di Salvatore Romeo, lo vorrebbe cacciare ma per ora non ha trovato nessuno disposto a ricoprire l'incarico.

L'ipotesi Raggi
Chi prenderà il posto di Berdini infatti avrà l'ingrato compito di seguire l'iter per la costruzione dello Stadio della Roma, progetto che sta suscitando numerosissime polemiche anche fra i pentastellati. Una possibilità per uscire dallo stallo c'è, Raggi dovrebbe assumersi le deleghe del suo assessore, ma questo comporterebbe un aggravio del suo già ingente carico di lavoro.

Berdini: «Se la Raggi vuole, io ci sono»
Intanto Berdini ha scritto una lettera al Fatto Quotidiano in cui ha affrontato tutti i temi appena citati e ha ribadito la sua disponibilità a continuare, nonostante nei giorni scorsi avesse dato le sue dimissioni, poi respinte dalla Raggi: «L'azione fin qui intrapresa per cambiare Roma. Se la Raggi vuole, io ci sono». L'urbanista ha detto di essere al centro di un «accanimento mediatico senza precedenti» dovuto a suo dire a causa dello Stadio di Tor di Valle e «a una complessiva azione di rientro nella legalità che la giunta Raggi, seppure tra incertezze e inadeguatezze, ha portato avanti finora». Quanto allo stadio, «la più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa», «non nascondo - scrive Berdini - che in diversi momenti, soprattutto a partire da dicembre, ho provato solitudine. Per mesi sono stato l'assessore 'contro', anche nella riunione che si è tenuta martedì 7 febbraio nel mio assessorato. Che non si è conclusa come i fautori del progetto speravano».

L'intervista «truffa» del La Stampa
L'assessore ha poi dato una sua ricostruzione dell'intervista che lui ha concesso al giornalista de La Stampa, definendola una «truffa» e ha rimproverato il quotidiano torinese di aver diffuso gli audio a sprazzi: «Con una sapiente regia delle uscite un quotidiano pubblica prima una conversazione, poi una registrazione e infine un altro stralcio di quell'audio. Tutto riferito a fatti risalenti non al giorno prima, ma addirittura a venerdì tre febbraio. Devo pensare che sia un caso? Perché tenersela quattro giorni nel cassetto?».

Il giornalista «imboscato»
Anche il cronista, che a fine conversazione discute con Berdini della sua situazione di precario a La Stampa, viene descritto dall'urbanista come una specie di infiltrato: «Quel venerdì dopo quattro ore di teso confronto sull'emergenza abitativa un ragazzo mi si è presentato nella sala della conferenza come un militante cinquestelle e abbiamo parlato a lungo di alcune questioni romane. Solo dopo, all'estero, sono caduto nella trappola con una registrazione illegale. E' evidente che vogliono farmi fuori. Il vero punto è la colata di cemento che si vuole imporre a tutti i costi ad una città già martoriata, ridotta a un ammasso di periferie senza anima e senza quei requisiti di civiltà che dovrebbero contraddistinguere la capitale d'Italia».

«Lo stadio di Tor di Valle è il banco di prova»
Da qui la conclusione: «Oggi il M5S, se vuole, ha la grande opportunità di continuare l'azione din qui intrapresa per far cambiare passo a Roma. Lo stadio di Tor di Valle è il banco di prova per fermare blocchi di potere che da sempre difendono la speculazione fondiaria e finanziaria a scapito dei diritti dei cittadini. Se la Raggi vuole fare questa battaglia mi troverà al suo fianco. In caso contrario, le mie dimissioni sono già sul suo tavolo».