22 gennaio 2017
Aggiornato 04:30
Lega Nord

Zaia con la sindaca di Oderzo: niente carta d'identità ai profughi

Il presidente della Regione Veneto: «Non si capisce perché un immigrato che arriva qui e attende lo status, pur sapendo che per due su tre non ci sarà il riconoscimento dell’asilo e che sarà impossibile rimandarli a casa, debba ricevere in maniera preventiva un documento identificativo. Non deve funzionare così»

ROMA - Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha appoggiato la decisione del sindaco di Oderzo che si è opposta al rilascio della carta d'identità ai richiedenti asilo residenti nel suo comune. «Questi signori non sono profughi, sono richiedenti asilo. Tra un anno, un anno e mezzo, avremo una risposta se sono profughi oppure no e la statistica ci dice che due su tre, tra un anno, non saranno profughi e allora io mi chiedo per quale motivo dobbiamo dare una carta d'identità in mano ad una persona che comunque si rischia che non sia un profugo» le parole di Zaia.

Zaia ai sindaci: fate come ad Oderzo
«Spero che l’esempio del primo cittadino di Oderzo – ha detto il presidente veneto - venga colto da tutti, perché pone una questione giuridica molto seria, di interpretazione della legge. Non si capisce perché un immigrato che arriva qui e attende lo status, pur sapendo che per due su tre non ci sarà il riconoscimento dell’asilo e che sarà impossibile rimandarli a casa, debba ricevere in maniera preventiva una carta d’identità. Non deve funzionare così».

Un documento alternativo per i profughi
Il leghista ha avanzato anche una proposta costruttiva per permettere comunque l'identificazione di queste persone: «Si faccia un documento alternativo per i richiedenti asilo» aggiungendo che «al momento siamo in un limbo nel quale delle persone delle quali non sappiamo nulla chiedono un riconoscimento e allora completiamo questa analisi e capiamo se hanno titolo». I profughi veri - ha concluso il governatore veneto - hanno «le porte aperte, quelli che sono scappati dalla morte e dalla fame, non quelli che arrivano con lo smartphone in perfetta forma fisica».

Forza Italia con Zaia
Sulla stessa linea anche il deputato di Forza Italia, Luca Squeri: «Con l'80% di migranti che arrivano nel nostro Paese per motivi economici e che, dunque, sono da rimpatriare, è assurdo pensare di distribuire carte d'identità». Secondo il forzista non c'è alcun bisogno di creare una «legittimazione burocratica» alla permanenza in Italia dei migranti; «piuttosto si trovi una soluzione per procedere al rimpatrio degli irregolari nel più breve tempo possibile, perché questo sì che è un intervento urgente».

La vicenda di Oderzo
Maria Scardellato, la prima cittadina di Oderzo eletta con il Carroccio ha deciso di non rilasciare la carta d'identità ai 400 profughi ospitati nel suo paese: «Non darò loro la carta d’identità, non sappiamo chi sono, non abbiamo certezze. Chi si presenterà all’anagrafe a richiedere il documento, e sarà in possesso del solo permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari, verrà respinto». Il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Immigrazione del Viminale ha fatto sapere alla sindaca: «Scardellato nel momento in cui non concede il documento infrange la legge, perché disattende un suo dovere rispetto al diritto di un altro cittadino, che sia italiano o extracomunitario. Le leggi vanno rispettate da tutti, primi cittadini e funzionari. Vediamo cosa succederà, se il sindaco proseguirà o meno su questa strada».