11 dicembre 2016
Aggiornato 14:30
Partito democratico

Franceschini: il Sì al referendum di Prodi coerente con la sua storia

Per il ministro dei Beni culturali la decisione dell'ex premier di esternare il suo voto favorevole al referendum costituzionale del 4 dicembre è coerente con la sua storia politica, ma è difficile dire se porti o meno voti.

MILANO - Per il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, la decisione di Romano Prodi di rendere pubblica la sua decisione di votare sì al referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale, è coerente con la sua storia politica, ma è difficile dire se porti o meno voti. "Mi pare che il presidente Prodi abbia detto delle cose che sono, come lui stesso ha sottolineato, del tutto coerenti con la sua storia personale di europeista e di uomo delle riforme, quindi una cosa molto importante che contribuirà a far capire le ragioni del sì. Poi che le dichiarazioni possano spostare voti o meno è veramente difficile saperlo" ha detto a margine di una visita alla mostra Bellotto e Canaletto alle Gallerie d'Italia, accompagnato dal presidente emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli.

Franceschini: "Per sfidare Renzi ci saranno nel Pd le primarie, nel Paese le elezioni politiche"
"Io quello che avverto è che più si avvicina la data del referendum, più l'attenzione delle persone si sposta finalmente sul contenuto della riforma, cosa comporta la riforma per l'Italia nei prossimi anni e non soltanto una specie di referendum a favore o contro il governo e Renzi. L'ho detto molto volte e continuo a ripeterlo: per sfidare Renzi ci saranno nel Pd le primarie, nel Paese le elezioni politiche tutte le nel giro di un anno e dunque non c'è bisogno di trasformare un appuntamento che riguarda il futuro del Paese per i prossimi decenni in uno scontro politico contingente. Per quello ci sono le sedi proprie" ha aggiunto il ministro.