26 maggio 2017
Aggiornato 11:30
«Ecco il vincolo di mandato per i nostri sindaci»

Prima gli italiani, l'Italia e le sue tradizioni: Meloni presenta il Patto per le città

Lanciato a Roma il Patto per le città, documento che firmeranno tutti i candidati di Fratelli d'Italia in vista delle prossime amministrative dell'11 giugno

La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni alla presentazione a Roma del Patto per le città (© DiariodelWeb.it)

ROMA - Prima gli italiani, l'Italia e le sue tradizioni. Parte da questo caposaldo il «Patto per le città», documento che hanno firmato oggi a Roma i candidati sindaco e che firmeranno tutti i candidati di Fratelli d'Italia in vista delle prossime amministrative dell'11 giugno. Una sorta di «vincolo di mandato». come ha spiegato Giorgia Meloni: «Perché noi non solo siamo per mettere in Costituzione le norme anti-ribaltone, ma vogliamo anche che i nostri candidati siano vincolati a una serie di impegni che gli italiani conoscono prima di votarli e sui quali porteranno avanti la loro attività per 5 anni». A fare da «garante» per il Patto infatti, stilato in nove punti, sarà la stessa leader di FdI, che ha sottolineato come «Fratelli d'Italia che forse per la prima volta riesce ad esprimere così tanti candidati sindaco in capoluogo di provincia, addirittura un candidato sindaco in capoluogo di Regione, segno che la presenza di Fratelli d'Italia è ormai una presenza fondamentale all'interno di una compagine più ampia se si vuole cercare di governare». «Dove andiamo c'è voglia di ascoltarci - ha ribadito - e arriviamo in luoghi dove finora era impossibile che qualcuno di noi potesse entrare».

Candidati «simbolo» del territorio
Le scelte sulle candidature si sono «basate sulle esigenze del territorio». Ed ecco allora il caso di Alessandro Tomasi, candidato sindaco nella roccaforte rossa di Pistoia, o di Giuseppe Menardi, ex senatore e amato sindaco di Cuneo che si ricandida per la poltrona di primo cittadino. Oppure Pierluigi Biondi a L'Aquila: un candidato sindaco simbolico perché durante il tristemente noto terremoto del 2009 era sindaco di Villa Sant'Angelo, il comune che ha pagato di più a livello di vite umane in rapporto alla sua popolazione. E poi c'è la proposta di rottura di Ismaele La Vardera, 23enne inviato de Le Iene che si candida come indipendente di Fratelli d'Italia per rompere gli schemi a Palermo, in una città in cui si presenta per l'ennesima volta Leoluca Orlando.

I contenuti del «Patto»
Per quanto riguarda i contenuti il documento punta innanzitutto a garantire maggiore sicurezza nelle città e migliore qualità di vita. Ci sarà poi il contrasto all'abusivismo, a cominciare dai luoghi di culto, le moschee abusive per arrivare all'abusivismo commerciale. Netto contrasto al «business dell'accoglienza» dicendo «no alla ricollocazione di clandestini e richiedenti asilo». Meloni ha assicurato che «non permetteremo zone franche», chiedendo lo stop all'abusivismo. Per Meloni, poi, «serve una cultura a favore della famiglia» che favorisca le nascite. «Secondo l'Istat - ha ricordato - l'Italia è il Paese più vecchio al mondo, secondo solo al Giappone». Fino al paradosso: «Tutti in Italia possono avere figli, salvo un uomo e una donna magari regolarmente sposati», ha sottolineato.

A difesa del made in Italy
«Diremo no alla ludopatia», è un altro punto programmatico al quale si aggiunge la difesa dei prodotti tipici del nostro territorio, perché «se l'Europa mette in ginocchio i nostri prodotti, noi li sosteniamo e nelle mense scolastiche del nostro Comune verrà data priorità ai prodotti locali, alla qualità e alla tipicità garantita dai nostri agricoltori, pescatori, allevatori e produttori. E Introdurremo le DeCo (Denominazione d'origine Comunale) per identificare e promuovere i prodotti tipici del territorio e accorciare la filiera tra produttori e consumatori». Infine il sostegno all'impresa e al lavoro con incentivi, perché ha concluso la leader di Fdi «ogni insegna che si spegne è un pezzo di città che muore. Per questo ci impegniamo a ridurre imposte e balzelli per le imprese del territorio. Vogliamo azzerare le tasse locali per chi riporta nel nostro Comune un'azienda delocalizzata e si impegna ad assumere almeno l'80% di manodopera italiana».