26 maggio 2017
Aggiornato 11:30
Colpo di scena nel caso Consip

Consip, il capitano del Noe: fu Woodcock a consigliarmi cosa scrivere

Secondo il capitano del Noe Henry John, sarebbe stato il pm John Woodcock a consigliargli cosa scrivere nel capitolo dell'informativa ai magistrati che indagavano sul caso Consip

ROMA - Nuovi scenari si aprono sul caso Consip. Sarebbe infatti stato il pm di Napoli Henry John Woodcock a «rappresentare» al capitano del Noe Gianpaolo Scafarto l'opportunità di dedicare un capitolo dell'informativa ai magistrati che indagano sul caso Consip sulla presunta presenza di esponenti dei servizi segreti durante l'attività di indagine dei carabinieri.

L'inchiesta
La tesi è stata sostenuta dallo Scafarto, che l'ha riferita ai pm di Roma che lo hanno interrogato in relazione a due episodi di falso contenuti nell'informativa che riguarda anche Tiziano Renzi. Il procuratore Ielo e il pm Palazzi ritengono che il capitano abbia modificato in più parti un'informativa che in più parti riguardava Tiziano Renzi, informativa appartenente al fascicolo che lo vede indagato per traffico di influenze. Al centro dell'indagine, la gara di 'facility management' del valore di 2,7 miliardi, bandita dalla centrale acquisti della pubblica amministrazione nel 2014 e suddivisa in 18 lotti. Romeo, in particolare, prese parte alla gara per il lotto da 143 milioni di euro per l'affidamento di servizi in una serie di palazzi istituzionali a Roma, per la pulizia e la manutenzione degli uffici.

L'interrogatorio
Scafarto è stato sopposto a un interrogatorio lungo 4 ore, durante il quale si è anche scusato davanti ai pm per gli errori commessi nei verbali, errori attribuibili, a suo avviso «alla fretta di completare l'informativa». Il capitano ha anche descritto il metodo utilizzato: «In considerazione delle tecniche di comunicazione dei protagonisti i quali spesso bisbigliavano, accendevano la tv così rendendo l'operazione di ascolto più complessa - ha evidenziato -. Ho elaborato un protocollo di ascolto che dopo la registrazione della conversazione prevedeva tre fasi: un primo ascolto da parte di un operante che redigeva un sunto e le informazioni essenziali della conversazione. Un secondo ascolto da parte di altro operante che verificava il contenuto dell'audio dall'altro integrava sunto della conversazioe. Un terzo ascolto affidato ad un maresciallo che riascoltava e definiva il brogliaccio».

Nessuna pratica in prima commissione
Dopo queste rivelazioni, il consigliere del Csm Pierantonio Zanettin preso la parola per contestare la decisione del Comitato di Presidenza Csm: «Dopo le indiscrezioni di stampa, che rivelano dettagli dell'interrogatorio del capitano Scafarto, appare poco lungimirante la decisione del Comitato di Presidenza Csm di non aprire una pratica in prima commissione sulla questione Consip, come da me richiesto. Credo che la decisione dovrà essere rimeritata»