26 maggio 2017
Aggiornato 11:30
Primarie del Pd

Renzi show sul volo per Bruxelles: si improvvisa steward e «difende» Alitalia

Gag dell'ex premier sull'aereo che lo portava a Bruxelles per la chiusura della campagna per le primarie del Pd. Da lì ha attaccato l'Ue: «È impensabile l'inclusione del 'fiscal compact' del Trattato Ue nel 2017: noi siamo contro. Pensiamo che l'Italia possa mettere il veto se questa possibilità sarà discussa»

Matteo Renzi si improvvisa steward in aereo e "difende" Alitalia mentre viaggia verso Bruxelles (© ANSA)

BRUXELLES - Matteo Renzi si improvvisa steward in aereo e «difende» Alitalia. Stamani, sul volo della compagnia di bandiera che lo portava a Bruxelles, dove è in corso una iniziativa della campagna per le primarie Pd, il candidato alla segreteria ha preso il microfono a una hostess. «Sarà servito uno snack - ha detto, come si vede in un video diffuso sui social network - arriveremo a Bruxelles alle 10.20, anzi un po' in anticipo mi ha detto il comandante, anche perché Alitalia funziona, alla faccia di quelli che ne parlano male».

Con me premier l'Italia voterà contro il Fiscal compact
Durante la conferenza stampa a margine del suo intervento alla chiusura della campagna per le primarie del Pd Renzi è tornato ad attaccare l'Unione europea: «È impensabile l'inclusione del 'fiscal compact' del Trattato Ue nel 2017: noi siamo contro. Pensiamo che l'Italia possa mettere il veto se questa possibilità sarà discussa».

Vogliamo l'Europa. Ma non questa Europa
Prima di arrivare in Belgio l'ex premier ha dedicato un post su Facebook all'Ue: «Noi siamo europei, noi vogliamo l'Europa. Ma non questa Europa. Vogliamo l'elezione diretta del presidente della commissione, puntare sugli investimenti e non sul fiscal compact, portare il piano Juncker nelle periferie, uniformare fisco e sociale, investire in cultura quanto in sicurezza. Basta con l'atteggiamento dei tecnocrati. Ce lo chiede l'Europa. Iniziamo a dire cosa chiediamo noi all'Europa. Per questo oggi con Maurizio Martina e cento ragazzi che hanno condiviso la campagna elettorale facciamo tappa a Bruxelles. Per dire: Europa sì, ma non così. Perché per noi le primarie non sono un modo per parlare male degli altri, ma per raccontare il nostro progetto di futuro. Avanti, insieme».

Il flop referendario
Durante il suo intervento il candidato segretario del Pd ha ricordato il flop del referendum costituzionale da lui indetto: con la riforma del Senato «volevo cancellare centinaia di poltrone, ma l'unica che è saltata è la mia». Quanto al nuovo esecutivo guidato da Paolo Gentiloni, l'ex sindaco di Firenze ha spiegato che non ci sono divergenze con il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ma solo valutazioni diverse e discussioni nel lavoro fatto insieme, che alla fine sono sempre state sintetizzate in posizioni comuni.

Con Padoan naturali valutazioni diverse
«Non c'è alcuna distinzione con il ministro Padoan, se non le naturali valutazioni diverse che per tre anni abbiamo sempre avuto e che poi abbiamo sintetizzato su una posizione comune, come è fisiologico. Credo che la collaborazione fra Pier Carlo e il sottoscritto, come pure fra Pier Carlo e Paolo Gentiloni», nell'attuale governo, «abbia funzionato molto bene», ha detto Renzi. «E' evidente - ha riconosciuto l'ex premier - che certe valutazioni possano essere diverse su dei singoli punti, come per esempio sull'Iva o sul cuneo fiscale; ma questo non toglie niente al fatto che si è sempre lavorato insieme. Prima si discute, magari nelle segrete stanze, e poi insieme - ha concluso Renzi - si assume la stessa posizione».