26 maggio 2017
Aggiornato 11:30
Primarie del Pd

Renzi: «Europa sì, ma non così»

L'ex premier lancia un appello alla partecipazione alle primarie di domenica prossima e attacca l'Unione europea: «In questi anni si sono sbagliate le politiche economiche centrate sull'austerity»

L'ex premier, Matteo Renzi (© ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

ROMA - Matteo Renzi nella sua Enews settimanale lancia un appello alla partecipazione alle primarie di domenica prossima. «Tra quattro giorni si svolgeranno le primarie per individuare in modo democratico il segretario del PD per i prossimi quattro anni: il vincitore sarà anche il leader candidato a palazzo Chigi alle prossime elezioni - scrive l'ex segretario -. In molti vogliono farci credere che il risultato sia già scritto. E lo fanno per allontanare molti di voi dai gazebo che saranno aperti domenica prossima 30 aprile, dalle 8 alle 20. Non caschiamoci, vi prego! Il passaggio di domenica è fondamentale e noi abbiamo molto bisogno dell'impegno di voi tutti».

Crediamo all'Europa ma...
Intanto su Facebook l'ex premier ha attaccato l'Unione europea: «Noi crediamo all'Europa, davvero. Ma credere nell'Europa non significa accettare passivamente tutto quello che ci chiede Bruxelles. Non significa lasciare a una tecnocrazia senza politica la direzione di marcia della più grande scommessa istituzionale mai fatta al mondo: l'Unione Europea».

Le critiche dell'Ue all'Italia
Ieri ha raccontato, «un'agenzia ha battuto la seguente notizia: l'Europa critica l'Italia sulla gestione dell'immigrazione. E voi avrete pensato: guarda che strano, il giornalista ha confuso le parole. Avrà invertito la frase. Forse sarà l'Italia a lamentarsi. Macchè, l'agenzia era formalmente corretta. Cioè in altri termini - ha spiegato Renzi - i portavoce delle istituzioni europee ieri hanno davvero contestato l'Italia chiedendo di fare di più per l'immigrazione. All'Italia, mi spiego? Chiedere di più all'Italia sull'immigrazione!».

Cambiare quello che non va in Europa
«Noi crediamo nell'Europa - ha chiarito - abbiamo messo soldi per un progetto straordinario su Ventotene, vogliamo andare avanti nella strada di istituzioni più democratiche con l'elezione diretta del Presidente della Commissione, abbiamo proposto un maggiore impegno sul servizio civile europeo, sulle reti della ricerca e della conoscenza, vogliamo una politica fiscale unica e unitaria. E il PD di Milano, bravissimo come sempre, ha sfilato tutto in blu con uno striscione "patrioti europei" alla marcia del 25 aprile». Ma «gli europeisti convinti non sono quelli che dicono "Ce lo chiede l'Europa», ma sono quelli che «provano a cambiare le cose che in Europa non vanno».

Politiche economiche sbagliate
«In questi anni si sono sbagliate le politiche economiche centrate sull'austerity: aveva ragione Obama, non Barroso. In questi anni si è data molta centralità ai veti di alcuni paesi dell'Est senza rilanciare sui contenuti forti del vero messaggio europeo. In questi anni nei palazzi europei si è parlato molto di banche e deficit e poco di famiglie e lavoro». «Nei mille giorni abbiamo iniziato a cambiare le cose a cominciare dalla flessibilità. E abbiamo spiegato - ha ribadito Renzi - che non saremo più il salvadanaio per chi con i soldi italiani costruisce muri: l'Europa è nata per abbattere i muri, non per costruirli. Ma ancora molto è da fare. E la sfida per tutti, anche per il nuovo segretario del PD inizierà soprattutto di lì».

Europa sì, ma non così
«Quello che io vi propongo - ha sostenuto Renzi - è di dire "Europa sì, ma non così». Ne discuteremo insieme venerdì da Bruxelles. Forse sembrerà strano che si vada a chiudere una campagna elettorale in trasferta. Ma dobbiamo far capire che quella ormai non è più una trasferta e che per i nostri figli ci vorrà un'Italia sempre più forte e più presente a Bruxelles. Serve a noi, al nostro interesse nazionale. E secondo me serve anche all'Europa. Avanti, insieme».