23 aprile 2017
Aggiornato 11:30
Politica e sanità

Biotestamento, Binetti: ecco perché ho votato contro

La parlamentare Udc: «L'impianto resta quello della centralità del paziente e del suo diritto a chiedere e pretendere tutto quel che vuole, compresa la sospensione di ogni tipo e genere di trattamento, dalla nutrizione e idratazione, al respiratore»

La parlamentare cattolica Udc Paola Binetti (© ANSA/ GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «Alla fine ho votato no all'articolo 1 della legge sulle Dat: troppe contraddizioni e troppe ambiguità. L'impianto resta quello della centralità del paziente e del suo diritto a chiedere e pretendere tutto quel che vuole, compresa la sospensione di ogni tipo e genere di trattamento, dalla nutrizione e idratazione, al respiratore. Tutto il malato può chiedere sapendo che o il suo medico o qualcun altro nella struttura gli assicurerà il compimento dei suoi desideri. Al medico invece resta la possibilità di non considerare obblighi professionali queste richieste, per cui potrà sempre sottrarsi dal compierle, con la certezza che la struttura provvederà in qualche altro modo ad accontentare le richieste del paziente. Anche se di sapore chiaramente eutanasico e anche se ricoverato in una struttura a forte imprinting cattolico. Molti i riferimenti alla sedazione profonda che dovrebbe fare da contraltare all'accanimento terapeutico: Ampiamente concessa la prima e rigorosamente negato il secondo." Lo ha reso noto la parlamentare cattolica Udc Paola Binetti.

La questione dell'obiezione di coscienza
«Solo se si tiene conto delle parole chiarissime della relatrice - ha aggiunto- si comprende perché nella legge l'obiezione di coscienza non è neppure nominata, nonostante i timidi riferimenti ai cosiddetti impegni professionali che il medico non è tenuto a rispettare. Non si vuole riproporre uno scenario simile a quello della legge 194 in cui l'obiezione di coscienza in Italia ha punte che arrivano al 75-80% di medici obiettori. Non è che le donne che lo desiderano non possano abortire! Ma quell'indice così elevato di contestazione legale ad una legge implica comunque una forte critica alla legge. E questo in molti non vogliono assolutamente accettarlo. Di qui il no ad ogni esplicito riferimento all'obiezione di coscienza, così come c'è un no ad espliciti riferimenti a forme di eutanasia passiva, nonostante basti un minimo esercizio di capacità deduttive per ricavare da molti passaggi dalle legge esplicite derive in tal senso. Votare sì a questo articolo sarebbe stato ipocrita e totalmente contraddittorio."