23 aprile 2017
Aggiornato 11:30
Un tesoretto per il paese? No...

Renzi e quel «Fondone» da 47 mld che sa tanto di fake news

Il governo Renzi ha lasciato in eredità al governo Gentiloni un buco da 3,4 miliardi di euro nei conti pubblici che i dirigenti comunitari hanno ribattezzato «il conto di Renzi», ma oggi sponsorizza un «Fondone» ancora privo di risorse

L'ex premier, Matteo Renzi. (© ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – Magia. Il «conto» di Renzi è diventato, all'improvviso, un tesoretto. Il governo Gentiloni è ancora alle prese con la manovra bis per trovare, non senza fatica, la quadra dei conti pubblici che già l'ex premier, Matteo Renzi, e la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, riprendono la campagna elettorale per l'agognato ritorno a Palazzo Chigi. E stavolta annunciano nientepopodimeno che l'esistenza di un «Fondone» stanziato da Renzi per rilanciare gli investimenti nel paese.

"Il conto di Renzi" e il "Fondone"
Il governo Renzi ha lasciato in eredità all'attuale Esecutivo un buco da 3,4 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,2% del Pil, per sanare il quale Gentiloni è dovuto ricorrere alla famosa manovra bis al fine di fuggire le ire di Bruxelles. Ed erano stati proprio i dirigenti comunitari – e non le opposizioni interne - a ribattezzare «il conto di Renzi» la voragine nei conti pubblici italiani. Ad oggi l'esame dell'Ue non è stato ancora superato, ma già l'ex premier e la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, la fedelissima Maria Elena Boschi, immemori della brutta figura in quel di Bruxelles, hanno ripreso a pieno ritmo la loro campagna elettorale perenne, annunciando l'esistenza di un «Fondone» stanziato dal governo Renzi mesi or sono per rilanciare il paese.

Il Tesoretto renziano e la Legge di Bilancio 2016
Il Tesoretto renziano, stando a quanto sponsorizzato dalla Boschi sulla sua pagina Facebook, ammonterebbe addirittura a 47 miliardi di euro, previsti dal comma 140 della Legge di Bilancio dello scorso anno. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per finanziare gli investimenti dello Stivale: «continuiamo a lavorare nell’interesse dell’Italia e degli italiani, lasciando le polemiche a chi le vuole fare. Avanti, insieme», scrive la sottosegretaria di Gentiloni rievocando vecchi mantra dall'odore stantio. E per sciogliere ogni dubbio ribadisce: «Qualcuno dice che abbiamo lasciato un buco da 3 miliardi di euro: fake news. Abbiamo lasciato un tesoretto da 47 miliardi di euro: vero».

Dove saranno reperiti questi 47 mld di euro?
Peccato che a parlare del salatissimo «conto di Renzi» - come anticipato all'inizio del pezzo – stavolta siano stati proprio i tecnici «amici» di Bruxelles, e non le agguerrite opposizioni interne. Inoltre, dove sarebbero questi fantomatici 47 miliardi di euro messi a disposizione della crescita economica nazionale dal «virtuoso» Esecutivo renziano? Nella Legge di Stabilità 2016 si legge al comma 140: «E’ istituito un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l’anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l’anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese». Ma non c'è scritto da nessuna parte dove saranno reperite le coperture.

Ad oggi questi soldi non esistono
E non è dato sapere se saranno mai effettivamente assicurate. Insomma, ad oggi questi soldi parrebbero non esistere proprio. Il Governo Renzi ha creato un Fondo, ma i soldi con cui riempire la cassa andranno reperiti di volta in volta attraverso l'emanazione di decreti governativi e perciò, per il momento, si sta parlando di un salvadanaio vuoto. Difficile credere che il Governo Gentiloni riesca a drenare dalla fiscalità generale e dai tagli alla spesa pubblica 47 miliardi di euro, soprattutto se l'Unione europea dovesse imporre al paese ulteriori sacrifici per evitare l'attivazione delle clausole di salvaguardia. Peraltro, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha già ventilato l'ipotesi dell'aumento dell'Iva per riequilibrare i conti pubblici messi male. Il "Fondone" renziano profuma di fake news e somiglia più a uno slogan elettorale che a un Fondo per gli investimenti vero e proprio.