27 maggio 2017
Aggiornato 10:00
Lotta alla povertà

Gentiloni presenta il reddito d'inclusione: «Misura strutturale per circa 2 milioni persone»

«Ora è compito del governo approvare il testo di attuazione: il testo è pronto e arriveremo rapidamente ad approvarlo», ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti esprimendo grande soddisfazione per un «lavoro lungo e importante»

ROMA - Firmato il Memorandum d'intesa sul reddito d'inclusione con il premier Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, insieme all'Alleanza contro la povertà. «Ora è compito del governo approvare il testo di attuazione: il testo è pronto e arriveremo rapidamente ad approvarlo», ha detto il ministro del Lavoro, esprimendo grande soddisfazione per un «lavoro lungo e importante».

Poletti: «Grande passaggio culturale»
La domanda da porsi, ha continuato, è «come mai un paese come l'Italia arriva al 2016 senza avere strumenti nella lotta alla povertà. Credo sia stato un grande passaggio culturale mettere insieme tante associazioni con una testa diversa, si sono messe insieme per realizzare un disegno condiviso. Nel merito si è fatto qualcosa di significativo. Non ci sono state rivendicazioni».

2 milioni di italiani
La firma del memorandum sulla povertà introduce il reddito di inclusione «una misura strutturale che interessa circa 2 milioni persone», ha spiegato il primo ministro. Fra questi due milioni di persone fra cui «c'è una quota rilevante di 700/800 mila minori che nel meccanismo del reddito di inclusione sono stati privilegiati». Il premier ha spiegato che «e' la prima volta che l'Italia si dota di strumento generale che è il reddito di inclusione, il parlamento ha approvato la legge delega, i decreti legislativi saranno approvati entro la fine del mese», aggiungendo che ci saranno «passi ulteriori che devono allargare la platea e devono lavorare per aumentare anche i benefici».

Poletti: «Ancora molto da fare»
Per Poletti invece si tratta di un «grande tema sul quale dobbiamo continuare a lavorare. Dobbiamo puntare a costruire una cultura, un'infrastruttura e questo è qualcosa di particolarmente complesso da fare». Il Titolare del ministero del Welfare ha quindi riconosciuto che il lavoro del Parlamento per approvare la legge delega è stato «importante e difficile» perché si tratta di un «tema con asperità». Tuttavia, ha sottolineato il buon lavoro comune svolto: «Abbiamo lavorato insieme e abbiamo fatto un lavoro positivo». Poletti ha, tuttavia, riconosciuto che il lavoro da fare «ha bisogno ancora di tutti noi insieme per il futuro», e ha ricordato che «sarà fatto un intervento di potenziamento dei centri per l'impiego dove metteremo 600 persone».