23 aprile 2017
Aggiornato 11:30
Fake news e politica

Boldrini, la sorella deceduta e quella bufala vecchia di mesi. Chi sfrutta chi?

La presidente della Camera ha postato su Facebook un messaggio per smentire, con nove mesi di ritardo, una notizia falsa pubblicata su Internet da “personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti”

ROMA – Colpita nel personale, la presidente della Camera, Laura Boldrini ha deciso di utilizzare la bufala che vorrebbe sua sorella a capo di «340 cooperative che si occupano di assistenza agli immigrati», proprio nella sua campagna contro le notizie false in rete #BastaBufale. Sua sorella, ha spiegato la terza carica dello Stato è «morta anni fa per malattia e non si è mai occupata di migranti».

LEGGI ANCHE: #BastaBufale: un flop firmato Boldrini (e da pochissimi altri)

Una bufala del luglio 2016
Detto questo è necessario ricordare un'altra cosa: anche la bufala «sventagliata» dalla politica non è recente, ma vecchia di mesi. Sembrerebbe quindi che Boldrini non abbia scrupoli a sfruttare tragedie familiari, passate, con notizie false datate 20 luglio 2016 per sue campagne politiche, «agganciandosi» anche alle festività pasquali imminenti.

La sorella morta anni fa
Sulla propria pagina Facebook Boldrini ha scritto un breve post, spiegando di averlo voluto pubblicare a ridosso delle feste di Pasqua, «proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care». L'ex rappresentate Onu per i Rifugiati ha raccontato che sua sorella «morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana (come scritto nel post bufala, ndr), ma Lucia. Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei».

«Personaggi senza scrupoli, sciacalli»
Boldrini si è poi rivolta direttamente all'autore della notizia falsa e dei suoi «colleghi» definendoli «personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti ».