27 aprile 2017
Aggiornato 03:00
"Sto con i Corsi, contro Le Pen"

Chi è e cosa pensa Giovanni Fava, l'anti-Salvini

Assessore all'Agricoltura in Lombardia, ha deciso di puntare tutto sul ritorno alla tradizione indipendentista del Carroccio, dopo la deriva personalistica e nazionalista dell'attuale numero uno di via Bellerio

Giovanni Fava, assessore all'Agricoltura in Lombardia e sfidante di Matteo Salvini alle primarie del 14 maggio per scegliere il segretario della Lega Nord (© ANSA / MAURO DONATO)

ROMA – Giovanni Fava, assessore all'Agricoltura in Lombardia e sfidante di Matteo Salvini alle primarie del 14 maggio per scegliere il segretario della Lega Nord, ha deciso di puntare tutto sul ritorno alla tradizione indipendentista del Carroccio, dopo la deriva personalistica e nazionalista dell'attuale numero uno di via Bellerio.

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Chi è Fava
Classe '68, due figli, leghista dal 1993, sindaco di Componesco, provincia di Mantova, e poi consigliere provinciale per 17 anni, è approdato in Parlamento nel 2006 e fino al 2013, quando si è dimesso per passare nella giunta di Maroni.

«Roma Capitale del Nord Africa»
«Io resto convinto che Roma sia la più avanzata capitale del nord Africa. Milano, una delle capitali più avanzate dell'Europa» ha detto Fava in una intervista al Corriere della Sera. «Il ruolo della Lega come voce autentica del Nord, come sindacato dei nostri territori - ha aggiunto - non credo possa essere accantonato». La sua candidatura, ha spiegato, è «per rappresentare i tanti che vogliono continuare a fare la Lega in Lega. Non apprezzo chi esce dal partito. Credo che Salvini sia un buon segretario, ha dato alla Lega una consistenza interessante che l'ha tenuta al centro del dibattito politico». Detto questo, prosegue Fava, «Umberto Bossi 25 anni fa mi ha spiegato che i voti non si contano ma si pesano. Come le azioni. E non è detto che il 12% serva sempre più del 4%».

In Francia sarei contro Le Pen
Fava è convinto che «la maggior parte degli imprenditori non sia affatto convinta dell'uscita dall'euro: se io fossi stato in Francia, sarei stato con i separatisti della Corsica che hanno manifestato contro Marine Le Pen. Noi abbiamo sempre avuto una base ideale forte ma al tempo stesso poco ideologica. La Lega non è mai stata di destra o di sinistra, proprio per il suo ruolo di sindacato».

Poche canches di vittoria
A Repubblica l'assessore invece ha ammesso che le sue chances di vittoria «sono poche. Ma qualcuno doveva pur farsi carico di tenere unito il movimento. Sarò garanzia e argine alle tentazioni di fuga dei tanti che ancora credono nei vecchi valori del Carroccio: indipendentismo, federalismo, autonomia». Quanto a possibili alleanze per Fava «guai a fare listoni unici con Fi. Io faccio accordi pure col Pd se mi concede autonomia nei territori».