23 aprile 2017
Aggiornato 11:30
Cantiere centrodestra

Meloni dopo l'incontro con Berlusconi: «Gli elettori non ci perdonerebbero mai divisioni incomprensibili»

La fondatrice di Fratelli d'Italia ha detto sì ad alleanze ma non a tutti i costi. I paletti imposti dall'ex ministra della Gioventù sono: una posizione chiara sull'Ue, primarie per il candidato premier e nientew inciuci con il Pd.

Per Giorgia Meloni l'alleanza con Forza Italia è cosa fatta, dopo l'incontro di ieri ad Arcore con Silvio Berlusconi (© ANSA | Fermo immagine LA7)

ROMA - Per Giorgia Meloni l'alleanza con Forza Italia è cosa fatta, dopo l'incontro di ieri ad Arcore con Silvio Berlusconi. Il faccia a faccia, ha detto la fondatrice di Fratelli d'Italia al Corriere della Sera «è stato utile, abbiamo parlato di politica internazionale, interna, di amministrative e del futuro del centrodestra. Perché io voglio vincere le prossime elezioni, e farò del mio meglio perché succeda: gli elettori non ci perdonerebbero mai divisioni incomprensibili quando gli avversari da battere sono chiari e simili, e sono le sinistre di Pd e M5S, diversissimi dall'unico fronte il nostro che si batte per il 'prima gli Italiani', per una norma in Costituzione che difenda gli interessi nazionali dall'ingerenza europea, per la nostra identità».

I paletti di Meloni
«Le nostre posizioni - ha proseguito - sono sempre state vincenti tra la gente. Per questo dico che abbiamo la responsabilità di provare a stare insieme. E io mi confronto cercando di arrivare ad una proposta ampia, credibile e seria. Il che significa sì ad alleanze ma non a ogni costo». Servono paletti «per essere credibili. Il primo punto è il programma, e dunque deve essere chiara la collocazione di FI in Europa: noi siamo per uno scioglimento concordato e controllato dell'euro, e io vorrei capire anche cosa pensa e dice Berlusconi alla Merkel quando vota per ridurre i fondi europei ai terremotati... Poi, dobbiamo decidere chi sarà il portabandiera della coalizione, e continuo a credere che il sistema migliore sia quello delle primarie. Infine, bisogna impegnarsi a non sostenere mai un governo assieme al Pd dopo le elezioni».

Berlusconi disponibile
Berlusconi è parso disponibile: «Direi di sì, sulle primarie a condizione che siano normate per legge, e siccome noi di FdI abbiamo una proposta di legge elettorale che sostiene proprio questo oltre al premio alla coalizione, sarebbe bello fare una battaglia assieme». Quanto a Salvini, Meloni spiega: «Tra me e lui non credo ci sarà mai problema a fare sintesi, lo abbiamo sempre fatto. Poi anche noi preferiremmo un premio alla coalizione ma se restasse alla lista dovremmo comunque prenderne atto e provare ad attrezzarci per ambire al 40% che serve per governare». Meloni non esclude il rischio di vedere alle elezioni i sovranisti da una parte e FI dall'altra «ma - assicura - lavorerò con tutta me stessa per cercare un'unità ampia tra chi ci sta».