27 aprile 2017
Aggiornato 03:00
Movimento 5 stelle

Marika Cassimatis, la prima candidata sindaco per sentenza

Lo ha deciso il tribunale civile ligure, che ha accolto il ricorso d'urgenza della vincitrice delle comunarie del Movimento 5 stelle, svoltesi il 14 marzo scorso, e "scomunicata" da Beppe Grillo

Marika Cassimatis ha tutto il diritto di correre per la poltrona di sindaco di Genova con i colori del Movimento 5 stelle. Lo ha sentenziato il tribunale civile di Genova, che ha accolto il ricorso d'urgenza della vincitrice delle comunarie del M5s (© ANSA / LUCA ZENNARO)

GENOVA - Marika Cassimatis ha tutto il diritto di correre per la poltrona di sindaco di Genova con i colori del Movimento 5 stelle. Lo ha sentenziato il tribunale civile di Genova, che ha accolto il ricorso d'urgenza della vincitrice delle comunarie del M5s, svoltesi il 14 marzo scorso, e «scomunicata» da Beppe Grillo. Il giudice Roberto Braccialini ha quindi sospeso l'esclusione della lista di Cassimatis, bloccando al contempo la lista di Luca Pirondini, il vincitore delle comunarie bis indette dal leader del M5s. «Abbiamo vintoooooo!», ha commentato la docente su Facebook.

Cassimatis: «'Fidatevi di me' di Grillo non ha valore giuridico»
La prima udienza del processo si è tenuta lo scorso fine settimana, con la candidata sgradita ai vertici penstastellati che ha spiegato il motivo del ricorso: «Vogliamo rientrare in corsa, la richiesta che facciamo è che venga ripristinata la nostra lista. Vogliamo avere delle risposte alle nostre domande». Cassimatis, ha aggiunto «Anche Casaleggio ieri in televisione ha ribadito il valore giuridico del 'fidatevi di me' detto da Beppe Grillo. Noi invece riteniamo che non ce l'abbia e quindi vogliamo vedere le contestazioni. Alla fine ci sarà un candidato solo».

La tesi dell'avvocato di Cassimatis
Come previsto Beppe Grillo non si è presentato in aula. A rappresentare la controparte l'avvocato e nipote del leader M5s, Enrico Grillo. A ricordare le principali motivazioni del ricorso è stato il legale della candidata, Lorenzo Borrè: «In primis - ha spiegato l'avvocato - la carenza di poteri in capo a Grillo per escludere Cassimatis e la sua lista dalla competizione elettorale, in quanto lo Statuto e il regolamento che lo integra prevedono che le votazioni della rete siano vincolanti nei confronti del capo politico».

«L'inesistenza della figura del garante»
«Poi - ha proseguito Borrè - l'infondatezza delle contestazioni mosse e l'inesistenza della figura del garante del movimento che non è una figura statutaria. La stessa controparte - ha concluso il legale - non è così convinta dell'esclusione perché ieri ha pubblicato un provvedimento giustificando l'esclusione della lista Cassimatis con una nuova allegazione per mancanza di corretto preavviso sulla votazione del 14 marzo, stessa doglianza che avevamo mosso con riferimento alla votazione successiva, quella del 17 marzo».