27 aprile 2017
Aggiornato 03:00
Lanciati 59 missili

Attacco Usa alla Siria, ecco perché Salvini e Meloni prendono le distanze da Trump

I missili Usa sulla Siria causeranno «danni considerevoli» alle relazioni con la Russia e per il leader della Lega Nord sono un «regalo» al terrorismo islamico, mentre la presidente di Fdi presenta un'interrogazione al governo Gentiloni

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, e la leader di FdI, Giorgia Meloni. (© ANSA)

ROMA – L'attacco Usa in Siria è partito poco dopo le ore 20,40 di New York (in Italia erano le 2,40). Cinquantanove missili Tomahawk sono stati lanciati da due portaerei al largo del Mediterraneo e hanno colpito la base di Al Shayrat, ritenuta responsabile dell'attacco chimico che ha ucciso più di ottanta persone tra le quali numerosi bambini. Ma in Italia la mossa di Donald Trump desta (non poca) preoccupazione.

I missili Usa causeranno «danni considerevoli»
Una nota del Cremlino annuncia che l'attacco porterà «danni considerevoli» alle relazioni tra gli Stati Uniti d'America e la Russia. Il presidente americano Donald Trump è appoggiato dal presidente israeliano Netanyahu e dalla ministra inglese Theresa May, dall'Arabia Saudita e dal Giappone. Anche i leader europei sono tutti allineati in suo favore. Per Angela Merkel «la responsabilità è di Assad» e dello stesso avviso è il premier italiano paolo Gentiloni. Tuttavia, il mondo politico italiano è preoccupato per le conseguenze dell'attacco Usa e il centrodestra non mangia la foglia. Per il leader della Lega Nord, «i missili Usa sulla Siria sono una pessima idea e un regalo all'Isis».

Salvini: Un regalo all'Isis
«Forse per i problemi interni, forse mal consigliato dai guerrafondai che stanno ancora cercando le armi chimiche di Saddam Hussein, Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta», prosegue Matteo Salvini postando un messaggio sul suo profilo Facebook. Il leader leghista ha sempre sostenuto il presidente americano e caldeggiato la sua elezione, ma ora non esita a puntare il dito contro una mossa che considera sconsiderata. «Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell'Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?», si chiede il segretario del Carroccio.

Meloni: Lascia perplessi l'attacco Usa in Siria
Alle parole di Salvini fanno eco quelle della presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Lascia perplessi l'attacco missilistico Usa in Siria prima che sia stata fatta piena luce sull'uso di gas letali nella città di Idlib – scrive anche la leader di FdI sul suo profilo Facebook -. In Siria, come in Iraq e nel resto del mondo, la priorità per difendere la sicurezza delle Nazioni europee deve essere quella di schiacciare l'Isis e i terroristi islamici». Lo stesso Isis che «ha fatto migliaia di morti innocenti, che ha sterminato le minoranze religiose, che ha commesso attentati in Europa, nella totale inerzia della comunità internazionale».

FdI presenta un'interrogazione parlamentare al Governo
Meloni si augura che la nuova amministrazione Trump non voglia seguire «la folle politica di Obama di sostanziale sostegno ai fondamentalisti islamici e metta fine alla vergognosa ambiguità che gli Usa hanno avuto finora in Medio Oriente». Per il presidente del Consiglio Gentiloni l'intervento americano in Siria si è sviluppato contro la base aerea da cui sono partiti gli attacchi con uso di armi chimiche. E lo ha definito «un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Bashar Al-Assad».

Le dichiarazioni di Gentiloni sono «gravi»
Ma Fratelli d'Italia presenterà un'interrogazione urgente all'Esecutivo per sapere quali sono le fonti che ha il nostro Governo per affermare «con certezza granitica» che c'è stato un bombardamento con armi chimiche, che quel bombardamento è partito da una base aerea sotto il controllo del governo siriano e che il responsabile è senza ombra di dubbio il governo di Damasco. «Se l'Italia è in possesso di informazioni certe e indiscutibili che né le Nazioni Unite né la comunità internazionale hanno al momento, chiediamo al Governo italiano di portarle a conoscenza del Parlamento e del Consiglio di Sicurezza dell'ONU dove la nostra Nazione siede come membro non permanente – conclude la Meloni -. In caso contrario, sarebbe grave constatare il fatto che il capo del nostro Governo faccia dichiarazioni così importanti e delicate sulla base di quello che legge sui social e di quello che gli viene comunicato al telefono da qualche Nazione estera».