27 aprile 2017
Aggiornato 03:00
Pd battuto al Senato

Al Senato scoppia il caso Torrisi, la maggioranza traballa e il Pd trema

Il casu belli è stato l'elezione del presidente della commissione affari costituzionali del Senato. Il candidato del Pd è stato battuto dal maxi accordo tra Forza Itala, Lega Nord, M5S e alcuni franchi tiratori

Il premier Paolo Gentiloni. (© ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – Il Pd è stato battuto al Senato e ora traballa la maggioranza di governo. Il casus belli è stato l'elezione del presidente della commissione affari costituzionali, avvenuta questa mattina dopo le dimissioni di Anna Finocchiaro e quattro mesi di impasse. A essere eletto è stato Salvatore Torrisi, alfaniano, e non il senatore scelto dal Partito democratico.

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Il casus belli al Senato
Salvatore Torrisi, senatore siciliano di Area Popolare e alfaniano doc, è stato eletto questa mattina presidente della commissione affari costituzionali del Senato con 16 voti. E' stato appoggiato da Forza Italia, dalla Lega Nord, dal Movimento 5 stelle e da sei franchi tiratori, tra i quali alcuni bersaniani, che tutti insieme di fatto hanno assestato un durissimo colpo alla maggioranza di governo. Giorgio Pagliari, il senatore proposto dal Pd, ha ottenuto solo 11 voti. I voti attesi erano molti di più, 17. Ma non sono mai arrivati. E i dem gridano al tradimento.

Perché si trattava di un'elezione strategica
Ma perché questa elezione era così importante? Perché in commissione affari costituzionali si discute e di decide la legge elettorale prima di essere approvata in Aula. Si tratta, perciò, di un territorio strategico in vista della prossima chiamata alle urne. E il Partito democratico, con l'elezione di Giorgio Pagliari, avrebbe potuto spingere per l'approvazione di un sistema maggioritario allo scopo di puntare sulle elezioni anticipate. L'obiettivo delle opposizioni, invece, è esattamente l'opposto: sperano di rallentare l'iter di approvazione della legge elettorale e quindi la chiamata alle urne. Come riporta l'Agi, quanto accaduto in mattinata al Senato avrebbe fatto arrabbiare Matteo Renzi in persona.

L'ira di Renzi e le preoccupazioni di Gentiloni
Tanto che il Partito democratico avrebbe chiesto un incontro col il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. In gioco c'è la tenuta della maggioranza e quindi la sopravvivenza del governo Gentiloni. Pare che il premier stesso si sia fatto carico del caso, visto che la faccenda lo riguarda (molto) da vicino. Ma né il Governo né il Quirinale possono intervenire sulle dinamiche interne al Parlamento e non potranno fare nulla per cambiare l'esito della votazione al Senato. Torrisi sembra però disposto a fare un passo indietro: «Ai colleghi senatori del Pd ho già detto come la penso: trovate una soluzione condivisa e io cedo il passo. E lo faccio anche volentieri perché questa situazione, che non ho creato, mi sta infastidendo non poco».