24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Dichiarazione di intenti diffusa al termine dei lavori tra 9 Paesi

Vertice Ue-Africa sui migranti, da Ue 12,2 mln all'Italia. Avramopoulos: Roma non è sola

Si è tenuto oggi a Roma l'incontro tra i ministri dell'Interno dei Paesi della rotta mediterranea, alla presenza del premier libico Fayez al-Serraj e del premier italiano Paolo Gentiloni

Il premier italiano Paolo Gentiloni, il ministro dell'Interno Marco Minniti e il primo ministro libico Fayez al-Serraj al vertice Ue-Africa. (© Alessandro Di Meo | ANSA)

ROMA - A pochi giorni dalla celebrazione dell'anniversario dei Trattati di Roma, i ministri dell'Interno di Austria, Francia, Germania, Italia, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera, Tunisia si sono riuniti nella Capitale insieme al Commissario europeo per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, per discutere della crisi migratoria lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

Monitoraggio costante
E' stato quindi creato un Gruppo di contatto per monitorare le iniziative concordate nel corso dei lavori, a fronte della consapevolezza che la «gestione della migrazione è una responsabilità condivisa che richiede azioni comuni, rapide e decisive per evitare che migliaia di persone rischino la vita per raggiungere il Nord Africa e l'Europa». E' quanto si legge nella Dichiarazione di intenti diffusa al termine del vertice, in cui si ricorda che «nel solo 2016 più di 4.500 migranti sono morti o sono risultati dispersi in mare» e si ribadisce che «scardinare il modello di business dei trafficanti deve essere una priorità che va affrontata con uno sforzo comune e in uno spirito di partenariato e solidarietà».

Obiettivi comuni
Nella dichiarazione si elencano tutti gli obiettivi comuni individuati: affrontare le cause alla radice della migrazione; configurare la dimensione economica della migrazione, sulla base del concetto condiviso che una buona gestione della migrazione possa fornire un importante contributo allo sviluppo sostenibile dei Paesi di origine, di transito e di destinazione, potenziando le opportunità di occupazione, soprattutto per i giovani, nei Paesi di origine, ma anche di transito, investendo nello sviluppo economico per prevenire nuovi flussi migratori e accrescendo le opportunità legate alle rimesse, agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro per contrastare il modello di business del traffico di persone; mobilitare ulteriormente le risorse, in linea con i recenti impegni, per sostenere i progetti che accrescano le capacità di gestione della migrazione e promuovano lo sviluppo sociale, istituzionale ed economico nei Paesi di origine, anche attraverso la formazione e l'istruzione; contrastare il traffico e la tratta di esseri umani e ridurre il numero delle traversate irregolari via mare e nel deserto e conseguire una più efficiente cooperazione operativa, al fine di salvare vite umane; migliorare le condizioni di vita dei richiedenti asilo e dei rifugiati, nonché sistemi volti a garantire loro un'effettiva protezione; rafforzare la protezione delle frontiere attraverso specifici programmi di formazione, lo scambio di informazioni e la fornitura di mezzi (attrezzature e tecnologie) per accrescere le capacità operative; potenziare le campagne di informazione e sviluppare la comunicazione congiunta, soprattutto allo scopo di accrescere la consapevolezza dei rischi connessi alla migrazione irregolare, anche nei diversi punti di passaggio lungo il percorso di viaggio di migranti.

Attuazione
I ministri e il Commissario hanno quindi concordato di «monitorare congiuntamente l'attuazione di queste azioni, prevedendo anche incontri a livello di alti funzionari, e di incontrarsi nuovamente, quando lo riterranno opportuno, per valutare i risultati raggiunti e promuovere ulteriori azioni». A tal fine hanno concordato «di creare un Gruppo di contatto composto dai ministri, dall'Alto rappresentante/Vice Presidente e dal Commissario».

I fondi Ue per l'Italia
Intanto, la Commissione europea ha annunciato di aver stanziato 12,2 milioni di euro di fondi di emergenza a favore dell'Italia sull'emergenza immigrati. Questi fondi, spiega l'Ue con una nota, aiuteranno la Guardia costiera della Penisola a rafforzare la sua capacità di vigilanza sulle coste e di salvare vite. Con questo ultimo stanziamento, l'ammontare complessivo di fondi di emergenza a favore dell'Italia da parte dell'Ue sale a 75 milioni di euro, che si aggiungono ai 592 milioni assegnati all'Italia per i programmi nazionali su migrazioni e asilo nel bilancio Ue 2014-2020.

La presenza di Serraj
Secondo il ministro dell'Interno italiano Marco Minniti, che ha presieduto l'incontro, la presenza del premier libico Fayez al Sarraj è stata «significativa»«Sarraj è venuto per qualche ora a Roma per testimoniare un impegno nel contrasto ai trafficanti di esseri umani e la stabilizzazione della Libia sono due facce della stessa medaglia», ha dichiarato il ministro. Dato per incerto fino all'ultimo minuto, Sarraj si è intrattenuto al vertice dei ministri per poco meno di un'ora. Fonti libiche avevano infatti annunciato ieri che il premier aveva annullato la sua partecipazione al vertice a causa della delicata situazione di Tripoli, teatro all'inizio della settimana scorsa di scontri tra fazioni armate, cessati giovedì a seguito di un accordo raggiunto proprio sotto l'egida del premier. Tuttavia ancora ieri dalla capitale libica era giunta la notizia di un assalto alla base navale dove ha sede il governo di Sarraj, a cui ha fatto seguito una dichiarazione del premier contro le minacce del generale Khalifa Haftar di marciare su Tripoli.

L'Italia non è sola
Quanto alla difficile posizione del nostro Paese, è intervenuto il Commissario europeo per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos: «Non possiamo lasciare da sole nè l'Italia nè la Libia», ha dichiarato. Il Commissario ha sottolineato che «i flussi migratori verso l'Italia continuano ad aumentare», riferendo di un incremento del 50% degli arrivi. «Ma l'Italia non è sola», ha aggiunto, ricordando i 12,2 milioni di euro destinati dall'Ue alla Guardia costiera italiana e i 200 milioni di euro stanziati per il sostegno finanziario alla gestione della rotta migratoria nel Mediterraneo centrale, di cui 90 alla Libia.

Accordo con Turchia
Quanto invece al controverso accordo con la Turchia di Erdogan, in questi giorni all'onore delle cronache per i contrasti con Germania e Olanda, per il Commissario «funziona e dobbiamo fare in modo che continui a funzionare». «Il clima, certo, non è positivo, l'accordo va separato dal resto delle vicissitudini politiche», ha rimarcato il Commissario Ue. «Lo scorso anno, 10-12.000 persone hanno attraversato il mar Egeo. Oggi non sono più di 40-50 persone al giorno. In Turchia oggi vivono tre milioni di rifugiati con i fondi Ue e bisogna fare sforzi per tenere in vista questo accordo». Un obiettivo, ha concluso Avramopoulos, potrebbe essere quello di replicare questo accordo con la Turchia anche con la Libia.