24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Alfano ci riprova

Ncd addio, Angelino lancia Alternativa popolare contro vaffa e ruspe

Ncd va in soffitta. Ieri è nato dalle ceneri del vecchio tentativo fallito di rilanciare il centrodestra il nuovo partito di Alneglino Alfano, attuale ministro degli Esteri del governo Gentiloni

Il fondatore di Alternativa Popolare, Angelino Alfano. (© Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Le elezioni politiche in Italia si avvicinano e tutti (dal Pd a Berlusconi, dalla sinistra ai populisti passando per i centristi) tentano di recuperare l'elettore medio italiano, sempre più diffidente - e assente alle urne - verso una politica ritenuta lontana dai bisogni reali della società. Oggi è stata la volta di Angelino Alfano e del suo Ncd, che con l'ultima assemblea celebrata a Roma ha posto definitivamente in soffitta l'esperienza del partito nato nel 2013 con l'obiettivo - palesemente fallito - di rinnovare e rilanciare il centrodestra. Uno schieramento, quello che fa capo all'attuale ministro degli Esteri, che non rimane però senza casa: è nata infatti sempre oggi Alternativa popolare.

Alfano: Siamo qui per cambiare pagina
«Siamo qui per voltare pagina, siamo chiamati a ripartire», ha spiegato Alfano ricordando che, tre anni fa, «volevamo ricostruire un centrodestra normale. Ma la missione è diventata impossibile». Ecco allora il nuovo movimento: «Voltiamo pagina ma non cambiamo ideali - ha assicurato il ministro - quella di oggi è una scelta che non ci fa virare a sinistra. Il nostro campo di gioco è il centro».

«Noi popolari siamo alternativi a chi urla»
Alfano ha spiegato sottolineando che «di fronte alle ruspe e alla rottamazione propagandata da alcuni, la nostra missione è quella di costruire una casa comune dei liberali, moderati, popolari, costruendo ricchezza, solidarietà e speranza». Anche perché, «con il Pd che si sposta a sinistra - ha aggiunto - e Forza Italia che si sposta a destra, restano delle praterie al centro». Il nuovo soggetto politico (rappresentato da un logo con un cuore giallo in campo blu) ha chiarito Alfano, parte dal fatto che «siamo popolari e sappiamo a chi siamo alternativi. Noi popolari siamo alternativi a chi urla, a chi dice sempre no, a chi non ha cura della Repubblica, siamo alternativi a chi confonde la giustizia con il giustizialismo».

«Andiamo avanti da soli»
Ancora, ha continuato Alfano disegnando di fatto il manifesto del nuovo partito e i suoi confini, «siamo alternativi ai sindacati e a chi finge di proteggere i lavoratori, siamo alternativi a chi dice sempre vaffa, a chi ha in mente solo la ruspa. Siamo alternativi a quelli che vogliono decidere chi nasce e chi muore, siamo alternativi alla sinistra che guarda al passato. Siamo alternativi ai lepenisti».

«La nostra scelta è il popolarismo europeo»
Alfano ha detto che «la nostra scelta è il popolarismo europeo» e che di alleanze per ora non si parla. «Andiamo avanti da soli - è stata la sua posizione - saranno gli altri a cercarci perché non avranno i numeri per governare e noi diremo questo è il nostro programma oppure la maggioranza ve la cercate con i radicali». Secondo la legge elettorale attualmente in corso «non esistono le alleanze» e io «non le vado a cercare più. Io mi sono stancato del dibattito sulle alleanze, anche al nostro interno», ha affermato il ministro.

Verso le primarie per eleggere il leader
C'è una radicalizzazione dei poli, a destra e a sinistra. «Una radicalizzazione - ha rilevato Alfano - che apre spazio per noi. Chi vuole fare listini e listoni disomogenei è libero di farli. Noi comunque, se Forza Italia vorrà candidarsi con i nemici dell'Europa è libera di farlo ma noi chiederemo ai moderati di non votare i lepenisti». Riguardo al leader dello schieramento il problema non si pone. Per Alfano prima «uniamoci e poi sia il popolo con delle primarie a scegliere il leader di un raggruppamento liberal-popolare. È un metodo democratico. Proponiamo primarie non solo per il leader ma anche per i parlamentari».