29 aprile 2017
Aggiornato 21:00
Lotta alla criminalità organizzata

Imprenditori, funzionari, politici truccavano appalti per la camorra

Il procuratore aggiunto, Giuseppe Borrelli ha parlato di una «impressionante rete di legami illeciti», per descrivere il giro di tangenti per affidare opere pubbliche al clan Zagaria

NAPOLI – Imprenditori, funzionari, politici e colletti bianchi collusi con il clan dei Casalesi per affidare alla camorra, e in particolare gli Zagaria, almeno 18 bandi di gara pubblici per appalti nel Casertano, ma anche in altre zone d'Italia.

69 arresti
Con queste accuse sono state eseguite 69 ordinanze di custodia cautelare, da parte degli uomini della Guardi di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta condotta da un pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore aggiunto, Giuseppe Borrelli, per fatti che si riferiscono al periodo tra il 2013 e il 2015, mentre alcune contestazioni di associazione camorristica sono ancora più attuali, nel 2016.

«Impressionante rete di legami illeciti»
Borreli ha parlato di una «impressionante rete di legami illeciti», per descrivere il giro di tangenti per opere pubbliche tra Napoli, Caserta e Benevento. Per i magistrati si è strutturato un vero e proprio «sistema di potere» che andava dalla ideazione dell'opera da appaltare alla sua esecuzione e al pagamento delle tangenti. Il personaggio chiave dell'indagine è l'ingegnere Guglielmo La Regina, che stando alle accuse imbastiva i progetti, chiedendo poi all'ex assessore regionale Pasquale Sommese di finanziarli, e ne seguiva l'iter individuando la possibilità di identificare i vincitori della gara su cui gravava l'onere del prezzo della corruzione in precedenza pattuito. La garanzia per la buona riuscita dell'affare era assicurata grazie a relazioni con prof universitari e funzionari pubblici.

La politica corrotta
L'ex assessore in quota Nuovo centrodestra Sommesse ai tempi della giunta Caldoro, che è stato colto da un malore al momento dell'arresto, è finito nel registro degli indagati nel luglio del 2015 con altre 17 persone, fra cui diversi suoi colleghi politici, in particolare sindaci del Casertano. Oggi gli inquirenti gli hanno contestato almeno 5 episodi di corruzione, durante i quali lui avrebbe garantito il finanziamento ai progetti in cambio sia di soldi che di sostegno elettorale. Stando agli inquirenti Sommesse era in grado di mantenere la parola data grazie all'inserimento nelle commissioni di gara sono state inserite persone vicine all’ingegnere La Regina (indagato per concorso esterno in associazione mafiosa), che poi veicolavano gli appalti alle ditte segnalate in cambio di promesse di denaro da corrispondere a sindaci e funzionari degli enti appaltanti.