24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
L'intervento del leader leghista

Salvini a Napoli, scontri manifestanti-polizia. Il leader della Lega: De Magistris sta tirando su una bella gioventù

Lancio di bombe carta, petardi e pietre e lacrimogeni dai poliziotto hanno accompagnato il comizio di Matteo Salvini a Napoli. Ecco cosa ha detto nel suo intervento il leader della Lega

Il leader della Lega Matteo Salvini. (© ANSA/ABBATE)

NAPOLI - Due bombe carta sono state lanciate da militanti dei centri sociali, alcuni delle frange più estreme, al corteo anti-Salvini a Napoli. Il gruppo, di quelli con passamontagna e caschi, molti con maschere nere per non mostrare il viso, ha agito davanti al commissariato di Fuorigrotta, in piazzale Tecchio. Si sono sentiti ripetuti scoppi di petardi. Sono state lanciate pietre. Ai fumogeni colorati dei manifestanti si sono contrapposti i lacrimogeni delle forze dell'ordine che hanno respinto il tentativo di «sfondare» il blocco all'inizio di viale Kennedy. Sono stati messi in azione anche gli idranti.

Guerriglia
Polizia e carabinieri si sono coordinati disponendosi su più angoli della piazza per spingere i manifestanti verso la parte bassa delle piazza, davanti la stazione dei Campi Flegrei e poi verso viale Giulio Cesare. È lì che ci sono stati scontri più ravvicinati tra le forze dell'ordine e i manifestanti più agguerriti. Lo stato di «guerriglia» è durato circa mezz'ora. I manifestanti si sono dispersi per non essere fermati. Nel caos generale sono sfrecciati anche un'ambulanza e due camion dei vigili del fuoco. E, miseramente, il grosso cartello di cartone con il simbolico «foglio di via popolare» destinato a Matteo Salvini è rimasto abbandonato per terra nei pressi della stazione Cumana, nel centro di piazzale Tecchio.

Delinquenti
Matteo Salvini all'inizio del suo intervento ha attaccato "i delinquenti» che hanno manifestato e che, ha detto, «non sono Napoli». «La prossima volta - ha aggiunto - andiamo a fare la manifestazione a piazza del Plebiscito».

Mai con Alfano, Cicchitto Verdini
 "Io lavorerò per avere una coalizione più ampia possibile, ma chi ci ha fregato una volta non lo farà ancora. Via Alfano, Cicchitto, Verdini", ha ribadito Salvini. «Noi al governo abbiamo ministri razzisti verso i cittadini italiani, che odiano gli italiani. Questa è la verità».

Contrastino la camorra, non me
«Mi piacerebbe che tutti i delinquenti che oggi erano in piazza avessero la stessa energia per combattere la camorra. Ma forse hanno paura perché qualche papà e mamma con la camorra ci campa» ha affermato il leader della Lega

Rapporto con il Sud
E sul suo rapporto turbolento con il Sud, Salvini ha specificato: "Posso aver sbagliato in passato, ma non ho intenzione di sbagliare sul futuro, e il futuro dell'Italia è il rispetto delle diversità all'interno del Paese»«Perché vengo a Napoli? Perché sono convinto che vinciamo se svegliamo l'orgoglio della gente per bene che c'è a Nord e a Sud».

Contro i magistrati e De Magistris
 "Responsabilità civile per i magistrati, certo poi se i magistrati sono de Magistris ed Emiliano lì ci vuole padre Pio» ha poi affermato Salvini.  «Napoli va ripulita da quattro delinquenti che sono in giro a fare casino. Sono col cuore alle ragazze e ai ragazzi delle forze dell'ordine che per 1.200 euro al mese stanno rispondendo a gente che non è in piazza contro Salvini ma per devastare. Complimenti a Luigi de Magistris, stai tirando su una bella gioventù»

Si vince insieme
 «Prima un giornalista mi ha chiesto cosa ne penso di 'O zulu'. Ma chi è sto Zulu? Uno dei 99 Posse. Sti ca... Io conosco Peppino Di Capri, De André...», ha scherzato Salvini. «Napoli è casa mia, Milano è casa mia, Bari è casa mia. Un segretario che prende un partito al 3% e lo porta al 13, potrebbe starsene a casa. Perché sono a Napoli? Perché sono convinto che si vinca insieme».

Mettetemi alla prova 
«Chiedo di essere messo alla prova una volta, fatemi fare il ministro dell'Interno per sei mesi e vediamo se non riesco a bloccare qualche barcone o rimettere ordine in qualche quartiere di Napoli", ha affermato il leader del Carroccio. E ha aggiunto: «A me non interessa l'impero ma che tra 50 anni in Italia ci sia ancora qualche italiano».