24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Inchiesta Consip

Consip, babbo Renzi e quella donazione di Romeo alla Fondazione di Matteo

Mentre slitta ai primi di marzo l'interrogatorio di Tiziano Renzi, babbo di Matteo, viene fuori la notizia di una generosa donazione dell'imprenditore indagato nell'inchiesta Consip, Alfredo Romeo, alla Fondazione renziana Open

L'ex premier, Matteo Renzi. (© Afp.com)

ROMA – Slitta ai primi di marzo l'interrogatorio del padre di Matteo Renzi, Tiziano, inizialmente previsto nella giornata odierna. Ma non si placa la bufera che in queste ore ha investito in pieno la famiglia dell'ex premier. Il padre è al momento indagato per concorso in traffico di influenze nell'ambito dell'inchiesta Consip. L'uomo chiave dell'inchiesta e nell'occhio del ciclone, è però al momento Alfredo Romeo, imprenditore napoletano che è anche indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Romeo avrebbe finanziato generosamente la Fondazione renziana Big Bang. A dichiararlo è stato lo stesso Matteo durante un'intervista rilasciata a Report.

L'inchiesta Consip e quella «torta» da 2,7 mld di euro
Gli appalti Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, sono un succulento bocconcino da 2,7 miliardi di euro. Non sorprenderebbe, dunque, che l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo possa aver sborsato 70mila euro per aprirsi «un canale per arrivare al governo visto che finora sono sempre stato boicottato a livello politico nell’assegnazione delle gare». Queste parole sarebbero state pronunciate da Romeo alla presenza di Marco Gasparri, il funzionario Consip suo amico, ora accusato di corruzione. E, come riporta il Corriere della Sera, quei soldi sarebbero stati destinati a Carlo Russo, imprenditore toscano indagato per concorso in traffico di influenze insieme al babbo dell'ex premier Matteo, Tiziano Renzi.

I finanziatori della Fondazione Open, tra cui spicca la Isvafim di Alfredo Romeo

I finanziatori della Fondazione Open, tra cui spicca la Isvafim di Alfredo Romeo (© Fondazione Open)

Le accuse nei confronti di Renzi senior
L'accusa nei confronti di Renzi senior e Carlo Russo è quella di aver cercato di favorire Romeo nell’assegnazione di alcuni lotti del mega appalto della Consip. Nel 2014, effettivamente, l'imprenditore napoletano si aggiudicò alcuni appalti dal valore complessivo di circa 600 milioni di euro. Nell'inchiesta risulta indagato anche il braccio destro di Matteo Renzi, Luca Lotti, per rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento. Sembra infatti, come scrive Luigi Di Maio sul blog di Beppe Grillo, che possa aver «spifferato» all'amministratore delegato di Consip che era stata aperta un'inchiesta.

Le donazioni di Romeo alla Fondazione renziana
Di per sé la situazione sarebbe già abbastanza spinosa per il "povero" Matteo, se non fosse che lo stesso Romeo avrebbe elargito generose donazioni alla sua Fondazione, la Big Bang. Nel 2013, infatti, poco prima di ottenere quei famosi appalti, la Spa Isvafim di Alfredo Romeo avrebbe finanziato con una donazione da 60mila euro proprio la Fondazione renziana, che poi – in occasione della campagna elettorale per le primarie del PD – avrebbe cambiato il nome in Fondazione Open. A questo punto alcune domande sorgono spontanee. Questo «imprenditore discusso» (per usare le stesse parole di Matteo Renzi) ha elargito altre generose donazioni alla Fondazione Open che sono rimaste segrete? E se l'ex presidente del Consiglio era a conoscenza della «cattiva fama» di Romeo come risulta dalle sue dichiarazioni a Report perché ha accettato quei soldi?