29 maggio 2017
Aggiornato 11:00
Emergenza clandestini

Ora il Pd vuole imporre la fiducia sullo ius soli

L'esecutivo Gentiloni è pronto a resuscitare il progetto di legge per concedere la cittadinanza italiana ai figli di stranieri nati nel Belpaese, dopo l'ordine del presidente del Partito democratico, Matteo Orfini: «Ora ci sono priorità che il governo deve portare avanti»

Sit in di protesta dei parlamentari della Lega contro la legge sullo Ius Soli, Piazza Montecitorio, Roma, 8 ottobre 2015 (© ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

ROMA – Il governo Gentiloni è pronto a resuscitare e imporre al Parlamento il progetto di legge sullo ius soli (concedere la cittadinanza italiana ai figli di stranieri nati nel Belpaese), approvato dalla Camera nell’Ottobre 2015 e fermo da più di un anno in attesa di discussione al Senato. Lo ha annunciato il presidente del Partito democratico, Matteo Orfini, quando ha spiegato che «ora ci sono priorità che il governo deve portare avanti»: stop alle privatizzazioni, legge per «correggere» i voucher e ius soli, da approvare anche con la fiducia.

Arrestato l'uomo simbolo dello ius soli
Il caso ha voluto però che l'uomo simbolo della campagna dell’ex ministro Cecile Kyenge a favore dell’introduzione dello ius soli, Senad Seferovic, è stato nuovamente arrestato (e condannato a 4 anni di carcere) perché era a bordo di un'auto che prima ha speronato una vettura dei carabinieri facendola uscire fuori strada e poi si è data alla fuga imboccando una strada contromano. Seferovic era finito in un Centro di identificazione ed espulsione a Modena nel 2012 in seguito ad un decreto di espulsione (era stato fermato insieme al fratello con l'accusa di furto e aveva alle spalle condanne per reati contro il patrimonio), ma era stato liberato da un giuidice di Pace che gli aveva riconosciuto il diritto di restare in Italia.

La questione dello ius culturae
Il presidente della commissione Affari sociali della Camera, Mario Marazziti, ha fatto sapere che la proposta di legge è stata «calendarizzata al Senato, dopo 450 giorni dall’approvazione da parte della Camera». Marazziti ne ha ripercorso l'impianto principale, spiegando che con questa legge si riconoscerebbe a «un milione di bambini e ragazzi» lo ius culturae e cioè il fatto che sarebbero italiani non solo per essere nati nello Stivale ma anche perché sono cresciuti nel Paese e quindi sono «italiani in tutto, dal tifo calcistico alla cultura, alla lingua, ai sogni».

Ncd e Ap contro la fiducia
Intanto la minaccia della fiducia sventolata da Orfini ha scatenato qualche mal di pancia anche nella maggioranza, con gli esponenti di Area popolare e del Nuovocentrodestra che si sono detti contrari. Le opposizioni invece sono sulle barricate, tranne il Movimento 5 stelle che ha sempre mantenuto un profilo basso sulla questione astenendosi dalle votazioni. Il leader della lega Nord, Matteo Salvini, ha annunciato battaglia in Parlamento, anche se poi si è detto convinto che «un Pd che si tiene insieme con lo scotch non arriverà al punto di imporre questa follia».

Meloni: «Italiani non votano più Pd, loro danno il voto agli stranieri»
La sua alleata, Giorgia Meloni, ha ricordato che per Fratelli d’Italia la cittadinanza «non è un automatismo ma è il suggello di un percorso, durante il quale bisogna dimostrare di desiderarla, volerla e meritarla». La leader di Fdi ha attaccato: «Dopo aver reso l’Italia il campo profughi d’Europa, nonché l’unica nazione al mondo che finanzia la propria invasione, il Pd prova a ottimizzare anni di politiche scellerate sull’immigrazione. Ora vogliono imporre lo ‘ius soli’ e l’automatismo della cittadinanza: visto che gli italiani non voteranno più per il Pd si stanno attrezzando per far votare gli immigrati, dei quali - in effetti - sono stati il governo per tutti questi anni. Gentiloni risponda all’ordine del reggente del Pd Orfini e dichiari pubblicamente se è vero che lo 'ius soli' è diventato la priorità del suo governo e se intende approvarlo a qualsiasi costo in Parlamento, anche a colpi di fiducia

La manifestazione del 28 febbaraio
Il 28 febbraio è in programma una manifestazione nazionale a Roma del movimento L’Italia sono anch’io insieme agli #ItalianiSenzaCittadinanza per rivendicare i diritti minimi dei figli nati in Italia da genitori stranieri.