30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
Movimento 5 stelle

La «patata bollente» dello stadio della Roma, Grillo: «Lì c'è un rischio idrogeologico»

Giunta Raggi sempre più spaccata sul tema, sono molti a chiedere di annullare la delibera di pubblica utilità varata un anno e mezzo fa dalla giunta Marino. Venerdì la sindaca incontrerà il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni e con il costruttore Luca Parnasi, proponenti del progetto a Tor di Valle. Intanto si propone il comune di Fiumicino

Il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, a Roma per incontrare la giunta Raggi e discutere del progetto del nuovo stadio della As Roma (© ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

ROMA – La vera «patata bollente» della Capitale, la questione dello stadio della As Roma, sta tenendo in ballo la giunta di Virginia Raggi, che è sempre più spaccata sul tema, e di conseguenza il Movimento 5 stelle con il leader Beppe Grillo che prima si è espresso in favore della sua realizzazione e poi ha fatto marcia indietro prima dell'incontro in Campidoglio con la sindaca.

Venerdì Raggi incontra As Roma
Il faccia a faccia fra Grillo e consiglieri pentastellati però non è stato risolutivo, e sono molti a chiedere di annullare la delibera di pubblica utilità varata un anno e mezzo fa dalla giunta Marino. Intanto Raggi ieri ha dovuto annullare l'incontro con il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni e con il costruttore Luca Parnasi, proponenti del progetto a Tor di Valle, rinviandolo a venerdì per la necessità di ulteriori approfondimenti.

Grillo: «Lì rischio idrogeologico»
Entrando in Comune, il fondatore del M5s ha spiegato di non sapere se si vada verso un no alla costruzione del nuovo stadio della Roma: «Si sta andando verso delle cautelative che sta prendendo la Raggi per il Comune, perché la situazione è un po' complessa». Per il comico genovese la questione non è tanto costruire o meno l'impianto, ma dove farlo come ha spiegato ai microfoni del Tg2: «Con i consiglieri M5S non ne abbiamo parlato», ma «nessuno è contrario, se c'è una discussione è sulla collocazione, sulla zona... Lì c'è un rischio idrogeologico, dunque c'è una discussione su dove farlo» ma poi «decideranno giunta e sindaco. Nessuno dice di no. Noi diciamo di sì allo stadio, ma da qualche parte che non sia quella, perché c'è un rischio idrogeologico è meglio farlo in una zona che non esonda».

I proponenti: «Non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor Di Valle»
Queste ultime dichiarazioni non sono piaciute ai proponenti, che hanno replicato: «Dopo cinque anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione nel rispetto di leggi, regolamenti e delibere, non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor Di Valle, l'area è sicura dal punto di vista e anzi il progetto, con investimenti a carico dei privati, va a sanare il rischio idrogeologico presente nel quartiere limitrofo di Decima, ben al di fuori del sito dove verrà progettato lo stadio e dove abitano oltre 10mila romani».

La manifestazione no-stadio dei grillini romani
Intanto la base dei grillini romani nei giorni scorsi è scesa in piazza, non quella del Campidoglio che gli è stata negata ma a Madonna di Loreto, per sfoderare i cartelli «si allo stadio/no al cemento» e consegnare alla sindaca una lettera e il fac-simile della delibera che annullerebbe l'interesse pubblico dichiarato dalla giunta Marino per il nuovo stadio della Roma. Qualche decina di attivisti del M5S, guidati dal coordinatore del Tavolo Urbanistica del movimenti Francesco Sanvitto, da piazza Madonna di Loreto sono saliti in Campidoglio per manifestare il proprio disagio nei confronti della linea possibilista della giunta Raggi rispetto al progetto di Tor di Valle.

Sanvitto: «Virginia stai prendendo una cantonata»
Sanvitto si scaglia contro i «peracottari poco tecnici che non fanno neanche parte del movimento e siamo in queste condizioni» ne ha anche per il Garante del movimento: «Grillo? Chi è?», attacca. «Piuttosto ci dica chi è l'avvocato Lanzalone, che si occupa di diritto societario e fa parte di consigli di amministrazione di banche e va a trattare chissà cosa con il proprietario della società che deve fare lo stadio che per l'80% è una banca». Il messaggio da recapitare alla sindaca è chiaro: «Cara Virginia, sulla vicenda stadio state prendendo una cantonata».

Il comune di Fiumicino si propone
Fra i litiganti prova a inserirsi il comune di Fiumicino, dicendosi disponibile ad accoglier la struttura. Il sindaco del comune laziale, Esterino Montino ha dichiarato: «Mentre Grillo giunge a Roma e pretende di decidere per i romani, il suo movimento si dibatte in un estenuante 'stadio sì, stadio no' la Roma può contare sul Comune di Fiumicino che fin da ora è disponibile a ospitare l'impianto nel suo territorio. Abbiamo ettari sufficienti, un quadrante a disposizione che non necessita di modifiche al piano regolatore, senza vincoli ambientali, al di fuori della Riserva Statale del Litorale Romano».

Il sindaco di Fiumicino: «Combattiamo antipolitica con i fatti»
Inoltre, ha fatto notare Montino, si tratta di «un luogo collegato da due ferrovie: la Roma-Civitavecchia e la Roma-Fiumicino, due autostrade: Roma-Civitavecchia e Roma-Fiumicino e, naturalmente, l'aeroporto intercontinentale al servizio della Capitale. Tutto ciò che serve per creare un grande polo di attrazione turistica e sportiva. Siamo da subito a disposizione per avviare verifiche e procedure. Mentre altrove si è impegnati in lunghe discussioni, a Fiumicino prendiamo decisioni nella certezza che l'antipolitica si debba combattere con i fatti».