24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Governo Gentiloni

#BastaBufale: un flop firmato Boldrini (e da pochissimi altri)

Nonostante Francesco Totti, Gianni Morandi, Gianni Amendola, Fiorello, Carlo Verdone, Ferzan Ozpetek e altri personaggi illustri siano stati usati come testimonial della campagna lanciata dalla presidente della Camera, a 10 giorni dall'avvio i numeri parlano chiaro: è un fallimento

ROMA – Nonostante Francesco Totti, Gianni Morandi, Gianni Amendola, Fiorello, Carlo Verdone, Ferzan Ozpetek e altri personaggi illustri siano stati usati come testimonial della campagna #BastaBufale lanciata da Laura Boldrini, la raccolta firme della presidente della Camera a 10 giorni dall'avvio è un catastrofico flop.

«14mila firme in circa dieci giorni»
L'ex rappresentate Onu per i rifugiati ha pubblicato sulla sua pagina Facebook i risultati (sul sito bastabufale.it il numero di firme non viene riportato, come invece accade in tutti i portali simili come change.org): «14mila firme in circa dieci giorni», che potrebbero sembrare un buon numero se l'iniziativa fosse stata promossa da comuni cittadini, senza venire pubblicizzata su tutti i tg e giornali, senza lo schieramento di vip a promuoverla e se le firme raccolte fossero state controllate.

Nessun controllo sulle firme (e newsletter di Boldrini in «omaggio»)
Chiunque infatti può apporre la propria firma digitale sul sito della Boldrini, venendo automaticamente e inspiegabilmente iscritto alla newsletter della presidente della Camera, dichiarando il proprio nome, cognome e indirizzo email. Anche inventando tutto di sana pianta. Un po' poco per una raccolta di adesioni che punta a promuovere una nuova legge che prevede la reclusione fino a due anni per chi si rende «responsabile di campagne d'odio contro individui» o «volte a minare il processo democratico» sulla rete. Per questo tipo di iniziative, le proposte di legge di iniziativa popolare, di sottoscrittori ne servono 50mila e le loro firme devono essere tutte validate da un pubblico ufficiale, che assiste al momento della siglatura del documento.

Le petizioni online
Facendo poi un confronto con le campagne di raccolta firme attive sul popolare portale change.org, Boldrini viene surclassata da una moltitudine di cittadini comuni: il marito di una donna affetta da un carcinoma mammario ha raccolto in 3 settimane l'adesione di più di 25mila persone, in 220mila hanno apposto la loro firma per salvare dalla pena di morte il ricercatore Ahmadreza Djalali, iraniano che ha lavorato presso l'università del Piemonte Orientale e in 32mila hanno firmato la petizione per chiedere una pensione dignitosa per il giornalista siciliano Riccardo Orioles. Cambiando portale, su CitizenGo Italia in 24 ore circa 17mila italiani hanno chiesto le dimissioni del direttore dell'Unar, Francesco Spano, dopo il servizio delle Iene sui coircoli privè gay finanziati dallo Stato. Ai tempi della notizia della laurea inventata dal ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, invece in pochi giorni la sottoscrizione è arrivata a 90mila firme, cifra raggiunta in meno di una settimana dalla campagna per fermare lo spettacolo Gender nelle scuole, Fa'Afafine.

Boldrini: «Porterò le firme a Facebook, Twitter, Google, gli editori dei media tradizionali»
Boldrini però è giubilante e ha concluso il suo post su Facebook con queste parole: «#BastaBufale è la dimostrazione di quanto sia sentito il problema della disinformazione, delle bufale e delle false notizie nel nostro Paese. Io ringrazio tutti coloro che hanno aderito e invito quelli che non lo hanno ancora fatto a partecipare. Molti mi chiedono a cosa puó servire la loro firma. Bene, sappiate che al termine di questa sottoscrizione convocheremo intorno a un tavolo tutti i soggetti che possono e devono contribuire ad arginare il fenomeno delle fake news. Facebook, Twitter, Google, gli editori dei media tradizionali, i direttori di testate, il Ministero dell'Istruzione, dell'Universitá e della Ricerca: a tutti chiederemo quali misure intendano prendere per garantire ai cittadini il diritto di essere informati correttamente. Più firme avrà l'appello più saremo forti nel far sentire la nostra voce».