29 aprile 2017
Aggiornato 21:00
Decreto Milleproroghe 2017

Milleproroghe o «millefregature»? Le criticità del decreto in 5 punti

Nel decreto Milleproroghe sono contenute diverse disposizioni che vengono criticate dalle opposizioni e che destano la preoccupazione di alcune categorie di cittadini italiani, come i lavoratori disabili

Il premier, Paolo Gentiloni. (© Giuseppe Lami | Ansa.it)

ROMA – Il decreto Milleproroghe 2017 è stato approvato in Senato con voto di fiducia e in queste ore è all'esame della Camera per il via libera definitivo. Il testo, infatti, ormai è «blindato» come si dice in gergo politico. Ma tra i 300 emendamenti contenuti nel Milleproroghe ci sono diverse disposizioni che hanno sollevato proteste, critiche e perplessità da parte delle opposizioni e destano la preoccupazione di alcune categorie di lavoratori e cittadini italiani. Eccone alcune tra le più significative.

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  • La proroga della Cig per i partiti politici
    Tanto per cominciare la narrazione delle criticità del Milleproroghe 2017, vale la pena sottolineare che in esso è contenuta la proroga della Cig (Cassa integrazione guadagni, cioè un sussidio a favore dei lavoratori sospesi o che lavorano con orario ridotto) per i dipendenti dei partiti in crisi o che sono «morti» da tempo e la sanatoria sui loro bilanci. Significa che anche quei partiti che non esistono più, come i Ds (che nel lontano 2007 – dieci anni fa! - è confluito nel Partito Democratico), potranno tenere in cassa integrazione straordinaria i loro dipendenti in esubero per un altro anno.
     
  • La sanatoria sui loro bilanci
    Questa concessione costerà alle casse dello Stato italiano circa 11,5 milioni di euro. Ma non finisce qui. I partiti si sono dati anche sei mesi di tempo in più per presentare gli atti che certificano la regolarità dei loro bilanci, così da evitare maximulte (la sanzione amministrativa per il ritardo è di circa 200mila euro). Vale la pena sottolineare che questi rendiconti finanziari avrebbero dovuto essere consegnati dai partiti politici entro il prossimo 31 dicembre 2017, ma riguardano i bilanci degli anni 2013, 2014 e 2015. Avete capito bene. Alla faccia dei comuni cittadini che si vedono recapitare le cartelle di Equitalia se non pagano le multe entro la data prevista.
     
  • La denuncia dei lavoratori disabili
    Veniamo ora alla denuncia della Federazione italiana superamento dell'handicap. Il Milleproroghe contiene una disposizione che incide direttamente e in maniera molto negativa sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, perché rinvia al 2018 l'entrata in vigore di una nuova norma (il decreto 151/2015, attuativo del Jobs Act) che finalmente aveva sanato una grave lacuna della giurisprudenza per quanto riguarda il collocamento mirato delle persone disabili. La legge in questione prevede che sui datori di lavoro privati che hanno tra i 15 e 35 dipendenti ricada l'obbligo di assumere almeno un lavoratore disabile. Questa misura avrebbe permesso in Italia l'assunzione di un numero di persone disabili compreso tra le 70.000 e le 90.000 unità, come riporta il sito dell'associazione fishonlus.it. Oggi lavora solo un disabile su cinque.
     
  • Quel «pasticciaccio brutto» con Flixbus
    Passiamo a quel «pasticciaccio brutto» con Flixbus & Co. Andrea Mazziotti, presidente della I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera dei Deputati, l'ha definita una «figuraccia all'italiana». Il Milleproroghe contiene un codicillo che ostacolerà l'attività degli amatissimi bus low cost (i nuovi servizi di trasporto interregionali che fanno viaggiare tutti a prezzi molto ridotti, basti pensare che alcune tratte come Roma-Milano costano solo 2 euro) come Flixbus e Megabus. La norma del Milleproroghe prevede che le autorizzazioni sulle tratte interregionali possano essere concesse solo a raggruppamenti di imprese guidati da «operatori economici la cui attività principale è il trasporto di passeggeri su strada».
     
  • La protesta dei tassisti contro il governo
    Un tecnicismo che escluderebbe dal mercato italiano proprio Flixbus, una startup tedesca che possiede solo una piattaforma online, e società simili. Si tratta di un "pasticciaccio" perché gli stessi politici avrebbero voluto fare dietrofront, ma ormai non c'è più tempo perché il Milleproroghe deve essere approvato in queste ore. Perciò sarà necessaria una legge ad hoc per porre rimedio alla situazione (con ulteriori costi a carico dei cittadini). Parliamo, infine, della protesta dei tassisti che da giorni sta bloccando numerose città italiane. Il governo sarebbe dovuto intervenire circa due anni fa con la Legge sulla Concorrenza per approvare alcune norme restrittive contro Uber e Ncc. Invece il Milleproroghe ha posticipato l'intervento alla fine del 2017 (se mai si farà) scatenando le ire delle cooperative di tassisti italiani.