29 aprile 2017
Aggiornato 21:00
Forza Italia

Prestigiacomo: noi e Salvini fermiamo il M5s, Meloni porta avanti solo un discorso da perdente

La deputata di Forza Italia ha chiesto unità fra gli ex alleati perché c'è «una concreta possibilità di vittoria alle elezioni» se si saprà far fronte comune facendo «scomparire toni antagonistici nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni». Se su Fini è categorica: «Un epilogo triste», su Alfano è possibilista: «E' un moderato»

Stefania Prestigiacomo, deputata siciliana di Forza Italia intervistata da Libero, ha chiesto unità nel centrodestra (© ANSA / GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Stefania Prestigiacomo, deputata siciliana di Forza Italia intervistata da Libero, ha chiesto unità nel centrodestra, che «ha una concreta possibilità di vittoria alle elezioni» se saprà far fronte comune facendo «scomparire toni antagonistici nei confronti degli alleati, quelli di Matteo Salvini e Giorgia Meloni». Per entrambi però, l'ex ministra dell'Ambiente, ha alcune critiche: «Salvini? La sua operazione di sbarco al Sud è stata pressoché fallimentare. Meloni? È strano pensi a cosa fare dopo la sconfitta: non vuole vincere?».

Il leader resta Silvio Berlusconi
Secondo Prestigiacomo quindi il centrodestra «troverà un’intesa in vista delle elezioni», nonostante le «naturali» differenze al suo interno, che non si risolvono però con le primarie di coalizione come chiedono Lega Nord e Fratelli d'Italia. Secondo la parlamentare azzurra infatti le primarie hanno solitamente «innescato più polemiche e scandali», che trovato soluzioni politiche, mentre il centrodestra «in ogni caso ha un leader riconosciuto e vincente: Silvio Berlusconi».

«Contributo della Lega importante, ma non al Sud»
I sogni di leadership del segretario del Carroccio quindi, per l'onorevole di Fi devono tornare nel cassetto: «Salvini punta alla visibilità sempre e comunque anche usando toni antagonistici nei confronti degli alleati, ma sa bene che se vuole vincere e non limitarsi ad una protesta sterile deve allearsi con Forza Italia, quindi penso che i toni cambieranno». Anche perché, ha aggiunto, «i ripetuti tentativi di Salvini di sbarco al Sud, anche quelli recenti, si sono rivelati poco incoraggianti se non fallimentari» e secondo la politica il motivo è principalmente uno: la Lega è «per antonomasia un partito del Nord e come tale viene percepito. Se vinceremo le prossime elezioni il contributo della Lega sarà importante, ma non al Sud».

«Meloni pensa a cosa fare dopo la sconfitta, noi a come governare il Paese»
Quanto alla Meloni, che ha chiesto di inserire una clausola anti-inciucio nel patto di alleanza per il centrodestra, così da porre un argine ai parlamentari voltagabbana che vengono eletti in un partito e poi passano ad altri gruppi, secondo Prestigiacomo porta avanti un discorso da perdente: «Noi non partecipiamo alle elezioni per perdere, ma per vincere. Se pensassimo ad un accordo con il Pd non insisteremmo tanto per ricostruire un ampio fronte moderato, non crede? La Meloni pensa a cosa fare dopo la sconfitta, noi pensiamo a come governare il Paese, anche con la Meloni, ma dopo la vittoria».

Fini e Alfano
Nel «vecchio centrodestra» una volta sedevano anche Gianfranco Fini e Angelino Alfano, e la deputata di Fi ha speso qualche parola per entrambi. Secondo lei Fini ha avuto «un epilogo triste», dopo aver visto «il dissolversi di una storia politica importante che avrebbe potuto avere ben altro sbocco. Una somma di errori politici. Che peccato». Mentre Alfano, «è un moderato e sicuramente la sua collocazione non è a sinistra», ma «il Nuovo centrodestra sta perdendo i pezzi. L’operazione politica che ha dato vita all’Ncd sta mostrando sempre più i connotati di un’operazione di potere in cui a restare sono quelli che hanno una poltrona e ad andar via quelli che non ce l’hanno più».