24 aprile 2017
Aggiornato 11:00
Lega Nord

Salvini: «Referendum in Lombardia e in Veneto in autunno»

Il segretario del Carroccio: «Autonomia tutta la vita, federalismo tutta la vita. In passato la Lega col Sud non ha avuto rapporto ma ora è diverso, o vinciamo tutti o perdiamo tutti». Se i quesiti referendari passeranno il 90% delle tasse saranno trattenute sul territorio. Un tesoretto da 70 miliardi di euro all'anno

MILANO - «Autonomia tutta la vita, federalismo tutta la vita. Ci sarà il referendum in Lombardia e in Veneto in autunno», ha annunciato il leader della Lega Nord Matteo Salvini, durante un evento all'hotel Principe di Savoia a Milano. Intanto i governatori leghisti delle due regioni, Luca Zaia e Roberto Maroni, hanno inviato una formale richiesta al governo di tenere i referendum in un election day insieme alle amministrative che si terranno nel corso del 2017.

Cosa chiedono i referendum
Nelle scorse settimane Zaia ha spiegato quali sono i punti fondamentali dei due referendum, consultivi e senza quorum, che puntano a dare alle due regioni un modello di di autonomia «come quello altoatesino» e quindi il 90% delle tasse saranno trattenute sul territorio. Un tesoretto da 70 miliardi di euro all'anno, il residuo fiscale (la differenza di entrate e spese) di Veneto (18,2 miliardi) e Lombardia(53,9).

«Il 75% delle leggi le impone Bruxelles»
Durante il suo intervento a Milano, il segretario del Carroccio ha poi dedicato un passaggio alla trasformazione del suo partito negli anni: «In passato la Lega col Sud non ha avuto rapporto ma ora è diverso, o vinciamo tutti o perdiamo tutti». Dopodiché, ha continuato, per me «autonomia e federalismo tutta la vita». Quanto all'ideologo del federalismo, Gianfranco Miglio: «Era ed è un genio, ma rispetto a vent'anni fa oggi abbiamo in tasca una moneta unica e il 75 per cento delle leggi le impone l'Ue. Oggi abbiamo in testa una mentalità diversa: io sono per cambiare i regolamenti europei»

La questione centrodestra
Salvini ha poi ribadito di preferire una legge elettorale maggioritaria, che indichi un governo entro la sera stessa delle elezioni, mentre «quella partorita dalla Consulta e sostenuta da Berlusconi ti incasina la vita», perché «gli accordi li fai dopo il voto» e «io non mi fido». Comunque per l'europarlamentare resta la linea voto subito: «Scegliete la legge elettorale qualunque sia ma fateci votare». Quanto al Cavaliere, se «vuole fare», un accordo, «sono la persona più felice del mondo, perché più larga è la squadra, meglio è. Ma siccome il centrodestra in passato qualche erroruccio lo ha fatto, non sono disposto a imbarcare chiunque, non i Cicchitto e gli Alfano», ha spiegato. Infine un passaggio sulle primarie: «Sul progetto non transigo, chi fa candidato premier è l'ultimo dei miei problemi», ha aggiunto. E a chi gli ha chiesto a che cosa possa rinunciare in cambio di un accordo per un nuovo centrodestra a livello nazionale, Salvini, ha risposto di poter «rinunciare a tutto, tranne che alla verità e alla coerenza».