28 febbraio 2017
Aggiornato 08:30
Madia bis

La Riforma del Pubblico impiego in 7 punti

La riforma del pubblico impiego dovrebbe approdare al Cdm la prossima settimana. il ministro Marianna Madia sta lavorando al testo finale. Ecco alcune delle novità più importanti

Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. (© Afp. com)

ROMA – Il Testo Unico del Pubblico impiego regola i rapporti di lavoro dei dipendenti dello Stato, delle regioni, degli enti locali e di tutte le altre istituzioni pubbliche. La riforma dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri la prossima settimana. Il ministro della Pubblica amministrazione e della semplificazione, Marianna Madia, sta lavorando al testo finale, limando gli ultimi dettagli anche alla luce delle richieste avanzate dai sindacati nel corso del confronto a Palazzo Vidoni. Nel frattempo, questa mattina, il Cdm ha dato il via libera ai decreti correttivi (Madia bis) messi a punto dal ministero della Funzione pubblica su taglio delle partecipate e licenziamenti veloci dei "furbetti" del cartellino. Ecco le novità più importanti:

Leggi anche: "Madia bocciata a pieni voti, la Corte Costituzionale dice no alla riforma"

  • Licenziamenti lampo per i «furbetti» del cartellino
    Via libera del Cdm ai decreti correttivi «Madia bis» che il governo Gentiloni ha deciso di varare dopo la sentenza della Consulta sulla riforma della Pubblica amministrazione. Resta confermato l'impianto originale: sospensione entro 48 ore e licenziamento entro un mese per chi viene colto «in flagranza», cioè a strisciare il badge e per poi tornare a casa o recarsi altrove. Inoltre viene responsabilizzata la figura del dirigente: chi fa finta di nulla dinnanzi a condotte riprovevoli dei propri subordinati rischia a sua volta il licenziamento.

  • Il taglio delle partecipate
    Per quanto riguarda invece le partecipate, le modifiche interessano la proroga dei termini per la presentazione dei piani di razionalizzazione (dal 23 marzo al 30 giugno) e dei conseguenti elenchi degli esuberi. Viene spostata in avanti anche la scadenza per l’adeguamento degli statuti alle novità (a fine luglio) e c’è un maggior coinvolgimento delle Regioni nelle decisioni. Inoltre d'ora in poi per stabilire i criteri per la deroga basterà la delibera motivata dell’assemblea.

  • Dirigenti Asl
    Il decreto correttivo dei dirigenti Asl, invece, sarà esaminato e approvato durante una delle prossime riunioni del Cdm perché l'esame dello stesso è stato rimandato oggi dal ministro Madia per cortesia istituzionale: mancava alla riunione proprio la titolare del ministero della Salute, Beatrice Lorenzin.

  • La stabilizzazione del precariato
    Per quanto riguarda la Riforma del Pubblico impiego vera e propria (che ricordiamo approderà la prossima settimana al Cdm), una delle novità più importanti riguarda il precariato. Secondo la bozza della riforma Madia, i precari della pubblica amministrazione che hanno lavorato per almeno tre anni nei settori pubblici, anche in modo non continuativo, potranno essere assunti, ma solo se hanno vinto il concorso pubblico. Pertanto, chi non si trova in questa posizione dovrà prima fare il concorso per poter essere assunto.

  • Regioni e amministrazioni dello Stato
    Per quanto riguarda, invece, le amministrazioni dello Stato, il TU del Pubblico impiego prevede che se i costi in corso d'opera si riveleranno superiori alle previsioni, la Funzione pubblica e il ministero dell'Economia potranno intervenire per correggere la rotta.

  • Lavoro flessibile
    Vengono rafforzate le forme di lavoro flessibile e reso più rigido il vincolo alla temporaneità ed eccezionalità per il reclutamento del personale a termine.

  • Consulenze
    E' esclusa la possibilità di collaborazioni che celino lavoro subordinato.