29 aprile 2017
Aggiornato 21:00
Indagine aperta

Attacco hacker alla Farnesina, e già si punta il dito contro la Russia

La procura di Roma ha aperto un'indagine sull'attacco hacker di cui sarebbe stato vittima per 4 mesi in ministero degli Affari esteri, mentre la stampa solleva sospetti contro la Russia

ROMA - Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, e spionaggio politico e militare. Sono questi i reati ipotizzati a carico di ignoti nell'indagine aperta dalla procura di Roma sull'attacco hacker del quale sarebbe stato vittima per quattro mesi, nella primavera del 2016, il ministero degli Affari Esteri. Il sospetto di chi indaga è che l'azione di cyber spionaggio arrivi dall'Est europeo perché il malware utilizzato ha caratteristiche in tutto simili a quelli di ingegneria informatica di quell'area.

Già qualcuno accusa la Russia
La stampa, in particolare il britannico The Guardian, ha puntato il dito contro la Russia, sulla scia delle accuse di influenza nelle presidenziali americane giunte, negli scorsi mesi, da Washington. Una volta scoperto l'hackeraggio, il ministero degli Esteri ha modificato la sua architettura on-line e introdotto nuovi strumenti per rafforzare la sicurezza interna, scrive ancora il giornale citando il funzionario governativo.

L'indagine
L'indagine è partita da una segnalazione Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, ma la vicenda non è in alcun modo legata a quella dei fratelli Occhionero. Secondo la Farnesina non sarebbe stata lesa alcuna informazione sensibile. Il malware avrebbe infettato alcuni uffici distaccati, come le ambasciate, e altri funzionari esterni.