25 maggio 2017
Aggiornato 01:00
World economic forum

Padoan a Davos: «Il problema dell'Europa è l'Europa»

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto al dibattito organizzato a Davos da Bloomberg Television sui problemi della classe media e ha lanciato critiche al vetriolo nei confronti delle istituzioni dell'Unione europea

ROMA – Il problema dell'Europa è l'Europa. E i problemi dell'Italia, talvolta, arrivano proprio da Bruxelles e da Francoforte. Il ministro dell'Economia del governo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, è stato insolitamente duro con l'UE durante il dibattito organizzato a Davos da Bloomberg Television. E, a testa china dopo un tardivo mea culpa, ha teso la mano agli elettori dei partiti populisti che esprimono preoccupazioni «reali» che i politici «dovrebbero prendere molto sul serio».

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L'intervento di Padoan a Davos
Al dibattito organizzato a Davos da Bloomberg Television sui problemi della classe media hanno partecipato tra gli altri anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, l'ex segretario al Tesoro Usa Larry Summers e il ministro delle finanze brasiliano Henrique Meirelles. Il ministro Padoan non si è sottratto alle domande su come recuperare consenso in una classe che costituisce l'ossatura di ogni Paese avanzato e ha rilanciato con critiche affilate in direzione di Bruxelles e Francoforte. «Dobbiamo - ha detto il ministro - prendere sul serio il populismo».

Il mea culpa (tardivo) del ministro dell'Economia
«Voglio dire, non tutti coloro che votano per idee populiste sono i 'tipi cattivi' – ha proseguito il numero uno del Mef - Nella maggior parte dei casi sono 'i buoni', concittadini che hanno reali preoccupazioni per il futuro dei loro figli, per le opportunità di lavoro, preoccupazioni per la sicurezza. Queste sono preoccupazioni reali e i politici devono prenderle molto molto sul serio».Un mea culpa tardivo che coinvolge tutta la classe politica europea e che non la sottrae alla sua vera sfida: il passaggio dalle parole all'azione. «Non c'è nessuna scorciatoia, le soluzioni sono complicate e richiedono molto tempo per essere sviluppate. Comunque noi, come politici dobbiamo fornire una visione, che è mancata finora specialmente in Europa», ha proseguito Padoan.

All'Europa manca una visione prospettica
In altri posti – come gli Stati Uniti o il Regno Unito - la visione c'è, e si può essere d'accordo o dissentire. «E quella è la sfida che la Brexit e Trump stanno lanciando: hanno una visione, che in Europa manca in termini di un messaggio potente. Mi spiace essere così pessimista ma è il caso», ha sottolineato il ministro dell'Economia. E l'Europa e la sua governance restano il cuore del problema. Secondo Padoan «il problema in Europa è l'Europa». Il sogno comunitario una volta era la soluzione a molti dei problemi degli esclusi o di quelli in ritardo nel processo di integrazione europea. Ora la situazione è completamente capovolta. Per i politici, non solo quelli italiani, c'è poi la sfida dei tempi che le riforme strutturali richiedono per fruttare risultati. «Su questo versante - ha osservato il ministro - l'Italia sta proseguendo le sue riforme strutturali». Ma Padoan prima di concludere se la prende con i media, che «dopo l'approvazione dei provvedimenti del Governo stanno trascurando la parte cruciale dell'applicazione, l'unica che fa veramente la differenza in termini di risultati e di successiva ricaduta politica».