30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
Manovra bis all'orizzonte

Il Fmi taglia le stime dell'Italia e Padoan mangia la foglia: «Sono stupito»

Il Fmi ha tagliato solo le stime sulla crescita del Pil dell'Italia mentre ha confermato i dati delle altri economie dell'Eurozona. La risposta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non si è fatta attendere

ROMA - Il taglio delle stime di crescita per l'Italia da parte del Fondo monetario internazionale si basa su motivazioni non condivisibili. Questa la risposta del ministro dell'economia del governo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, che si è detto «stupito» della decisione del Fmi di tagliare le stime del Pil italiano per il 2017 e il 2018.

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Il Fmi ha tagliato le stime sulla crescita dell'Italia
Rallentamento in corso per la crescita economica italiana. E' quello che ha appena diagnosticato il Fmi e che perplime non poco Pier Carlo Padoan. Peraltro l'Italia è stato l'unico paese dell'Eurozona a subire un taglio delle stime del Pil per l'anno in corso e per l'anno venturo. Secondo il ministro dell'Economia le ragioni che hanno mosso il Fmi concernono soprattutto la maggiore incertezza politica che ora caratterizza lo scenario interno dello Stivale, ma che per Padoan «è difficile da argomentare», e i problemi con le banche. «Quindi - ha sottolineato il ministro nelle scorse ore in un'intervista al Tg3 - non sono molto d'accordo con il Fondo monetario».

La risposta del ministro Padoan
Secondo il numero uno del Mef il governo ha preso le misure necessarie per fronteggiare tutti «i problemi del settore creditizio» che comunque «non sono preoccupanti». E i 20 miliardi messi a disposizione del sistema bancario nazionale sarebbero «più che abbondanti». Tuttavia, brucia ancora la notizia dell'ultimatum dell'UE all'Italia sui conti pubblici e non è esclusa una manovra bis per evitare una procedura di infrazione nei confronti del Belpaese da parte di Bruxelles. «Vedremo se sarà il caso di prendere ulteriori misure per rispettare gli obiettivi», ha commentato Padoan durante la stessa intervista al Tg3 rispondendo seccamente a una domanda sulle richieste dell'UE. Più che al rigore, il governo vuole pensare alla crescita economica.

La ricetta del governo: più crescita e meno rigore
La strada per far scendere il debito pubblico dell'Italia, infatti, non è quella dell'austerità ma quella della crescita e dell'occupazione, come sottolinea il ministro dell'Economia in un intervento pubblicato sul quotidiano La Stampa e scritto di suo pugno. «Il confronto tra il governo e le istituzioni europee - scrive Padoan - e talvolta anche con altri partner dell'Unione, non riguarda l'obiettivo del risanamento dei conti pubblici. Su questo conveniamo che il rapporto tra debito e Pil è elevato, e per questo abbiamo messo un freno nella dinamica di crescita ininterrotta degli ultimi anni e abbiamo stabilizzato l'indicatore».Il responsabile dell'economia sottolinea che «ciò che ci distingue da molti interlocutori è la ricetta per perseguire l'obiettivo»: mentre altri pensano che l'austerità sia il modo migliore se non addirittura l'unico per ridurre il debito, «noi siamo convinti che l'enfasi debba essere messa sulla crescita e l'occupazione». Una crescita sostenibile e pertanto non drogata dal disavanzo (che diminuisce regolarmente dal 2014), affiancata da riforme strutturali capaci di aumentare stabilmente il potenziale produttivo.