24 aprile 2017
Aggiornato 11:00
Governo Gentiloni

«Per fare il ministro dell'Istruzione: terza media, amicizie e molte bugie»

In centro a Roma qualcuno ha appeso dei manifesti che ritraggono Valeria Fedeli, che aveva mentito sul suo titolo di studio nel curriculum pubblicato sul sito del Miur. Solidarietà da maggioranza ed opposizione

ROMA – In centro a Roma qualcuno ha appeso dei manifesti in cui viene ricordata la «bugia» della ministra per l'Istruzione, Valeria Fedeli, che aveva mentito sul suo titolo di studio nel curriculum pubblicato sul sito del Miur. «Per fare il professore ci vogliono: laurea, abilitazione e concorso. Per fare il ministro dell'Istruzione: terza media, amicizie e molte bugie», è scritto sotto il ritratto della Fedeli. Molti esponenti di maggioranza ed opposizione hanno voluto esprimere la propria solidarietà alla neo titolare del ministero di viale Trastevere.

Puglisi (Pd): «Si è scusata della leggerezza. Gentiloni le ha confermato la piena fiducia»
«La macchina del fango contro la ministra Fedeli - afferma la senatrice del Pd e responsabile scuola del partito, Francesca Puglisi - sembra non arrestarsi, questa volta con manifesti anonimi e abusivi appesi per le strade della capitale. Valeria Fedeli ha maturato una esperienza politico-istituzionale di tutto rispetto. Ha mostrato serietà e capacità. Riguardo alla vicenda della laurea ha ammesso la leggerezza nell'aver lasciato che comparisse l'espressione 'diploma di laurea' sul suo sito. Il Premier Paolo Gentiloni le ha confermato la piena fiducia per il suo incarico al Governo. Si lasci il Ministro lavorare e si giudichi serenamente il suo lavoro al Miur, sul campo dunque, senza cercare la polemica ad ogni costo e perfino usando strumenti mediocri e vigliacchi».

Chi ha pagato i manifesti?
Titti Di Salvo, vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera ha commentato: «Gli attacchi a Valeria Fedeli ricominciano e questa volta il vergognoso anonimato di chi sparge fango e si nasconde senza assumersi alcuna responsabilità lascia il web e va ad imbrattare i muri della Capitale. Chi c'è dietro questo odioso atto? Chi ha interesse a pagare per dei manifesti anonimi? Le affissioni sono state richieste al Comune o sono abusive? - si chiede la vicepresidente Dem -. Mi auguro che anche il Comune di Roma voglia fare chiarezza e non assecondare atti di anonima diffamazione». Anche il senatore del Pd Bruno Astorre ha posto l'accento sul finanziamento di questa operazione: «Chi ha pagato i manifesti contro il ministro Valeria Fedeli che oggi tappezzano la capitale? Sono stati affissi senza una firma e in modo abusivo. Gli autori di tale atto dovrebbero vergognarsi». Rosy Bindi del Pd ha scritto: «Gli attacchi anonimi sono sempre vigliacchi. Al ministro Valeria Fedeli la mia solidarietà e vicinanza. Mi auguro che si faccia chiarezza su questa vile aggressione».

Solidarietà da Forza Italia
Per le opposizioni ha espresso la sua vicinanza a Fedeli la deputata e responsabile Scuola e Università di Forza Italia, Elena Centemero: «Il dissenso politico non dovrebbe mai scadere nell'attacco personale, né prescindere dal rispetto istituzionale. Per questo non posso che esprimere la mia solidarietà alla ministra Fedeli. Ribadisco che noi giudicheremo la ministra Fedeli sui fatti e sulla sua capacità di incidere in maniera positiva sul nostro sistema di istruzione, al centro del quale vi sono le studentesse, gli studenti e la qualità della formazione offerta loro». L'ex presidente del Senato, Renato Schifani, ha dichiarato: «L'attacco spregevole nei confronti del ministro Fedeli, attraverso l'affissione di manifesti anonimi nel centro di Roma, va duramente stigmatizzato. Il confronto politico, anche quando è aspro, non deve mai oltrepassare - ammonisce l'esponente di Fi - il limite del rispetto della persona. In questi anni ho avuto modo di apprezzare Valeria Fedeli per il suo impegno e la sua competenza parlamentare. A lei la mia piena e convinta solidarietà».

Lupi: «Volgarità gratuite»
Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare, in una nota ha scritto: «La mia solidarietà al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. Le critiche politiche sono una cosa, le volgarità gratuite e gli attacchi personali non dovrebbero avere diritto di cittadinanza in una democrazia matura e in un paese civile».