22 gennaio 2017
Aggiornato 04:30
Lotta al crimine

L'«Occhio della Piramide» che spiava Renzi, Draghi, Monti (e altri 20mila)

Giulio Occhionero, di 45 anni e la sorella Francesca Maria, di 49, sono stati arrestati oggi dalla Polizia Postale, nell'ambito dell'inchiesta Eye Pyramid. L'accusa per i due molto noti nell'ambiente finanziario romano, è di aver intercettato illegalmente per diversi anni i vertici delle istituzioni e dell'industria, per mezzo di un virus informatico

ROMA - Giulio Occhionero, ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella Francesca Maria, di 49, sono stati arrestati oggi dalla Polizia Postale, nell'ambito dell'inchiesta Eye Pyramid. L'accusa per i due fratelli molto noti nell'ambiente finanziario romano, è di aver intercettato illegalmente per diversi anni 20 mila persone, fra cui i vertici delle istituzioni dello Stato, per mezzo di un virus informatico. Nella loro rete sarebbero finiti politici come Matteo Renzi, Mario Draghi, Mario Monti,militari come il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, o banchieri come Fabrizio Saccomanni. Tra gli altri anche Piero Fassino, Paolo Bonaiuti, Mario Canzio, Vincenzo Fortunato, Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa.

Come sono partite le indagini
Gli Occhionero sono stati tradotti in carcere, come disposto dal gip capitolino, Maria Paola Tomaselli su richiesta del pm Eugenio Albamonte. La Postale è riuscita a risalire alla coppia dopo aver ricevuto «da parte di un amministratore di un'infrastruttura critica nazionale la segnalazione dell'arrivo di una mail strana, con mittente sospetto. Attraverso l'analisi di questa comunicazione è emerso che conteneva un malware, riconducibile a un cittadino italiano». Il direttore della polizia Postale, Roberto Di Legami ha spiegato che oltre alle 20mila persone di cui si è accertato lo cyber-spionaggio, «molte di più potrebbero emergerne dall'analisi dei server dislocati negli Stati Uniti e sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division dell'Fbi».

Le indagini hanno accertato che, almeno una volta, i dati rubati dai computer «infetti» sono stati inviati a quattro indirizzi mail che «risultavano essere già emersi nel luglio 2011 nel corso del procedimento della cosiddetta P4». Uno degli indirizzi email, è sottolineato negli atti, «sarebbe collegato a operazioni di controllo da parte di Luigi Bisignani nei confronti dell’onorevole Papa e delle Fiamme Gialle», così come appunto emerso nell'ambito dell'indagine P4.

Il primo attacco Atp in Italia
La segnalazione, ha detto il direttore della Postale, «ha portato alla scoperta di una rete, particolarmente estesa, di computer infetti da questo malware chiamato EyePyramid, con un chiaro riferimento massonico. Si tratta del primo attacco Apt di questo tipo (advanced persistent threat, ndr) che rileviamo in Italia. Per anni, grazie a questa attività, i responsabili di queste operazioni hanno ottenuto informazioni sensibili e notizie riservate, inviandoli a un centro di comando e controllo situato negli Stati Uniti. Da qui i dati venivano poi smistati in oltre dieci drop zone dislocate sempre negli Usa. Poi, con pazienza certosina, quanto raccolto veniva ordinato in singole cartelle che identificavano le vittime: ad esempio sotto la sigla Bros - fratelli - sono stati rinvenuti gli appartenenti a logge massoniche, mentre in una cartella chiamata Pobu (Politicians Business), erano catalogati gli osservati appartenenti al mondo politico».

Informazioni per fare affari
Secondo gli investigatori la mole di informazioni raccolta «possa essere stata usata per ottenere indebiti e immediati ritorni economici nella conduzione di alcune operazioni di business. La polizia sarà impegnata in un'intensa attività di ricostruzione sia della rete di scatole e società con cui si è operato, sia della rete di favoreggiatori di questa attività, sia per comprendere, nel modo più accurato possibile, l'entità delle vittime e degli effetti di queste operazioni illecite. In Italia abbiamo trovato un deposito contenente documenti cartacei e altro materiale informatico che sono ora sotto sequestro».