22 gennaio 2017
Aggiornato 04:30
Votazione plebiscitaria sul blog

L'incoerenza targata M5s, ovvero il trionfo della retorica usa e getta

Beppe Grillo impone il cambio di rotta: da no euro a sì euro, ma con la governance. Di Maio accetta ed esulta, la base mugugna e si adegua. Il nemico piddino è alle porte

ROMA - Molto rumore per nulla. Probabilmente l'esito del drammone del M5s che voleva cambiare pelle dall'oggi al domani non poteva essere previsto nemmeno dalla fantasia di William Shakespeare. L'Alde, alla fine, ha buttato fuori dalla casa, dove ormai era entrato, Beppe Grillo e il suo movimento. "Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa" ha dichiarato l'ex premier belga Verhofstadt, aggiungendo che "non c'è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde». "Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave». Probabilmente non è piaciuta la retorica grillina secondo cui "faremo comunque come ci pare». Si chiude una tragicomica vicenda nel peggiore dei modi per il M5s, da cui però si evince la spregiudicata forma mentis che caratterizza Beppe Grillo e il suo ristretto staff. Ora, dopo lo smacco, il M5s potrebbe ritornare ad essere anti euro: la breve parentesi nel salotto buono è già conclusa. Comico il commento dell'ex comico: "Abbiamo fatto tremare il sistema. Tutti si sono mossi contro di noi".

Ogni giorno un pensiero diverso
Oggi carnivoro, domani vegetariano, dopodomani vegano, tra un mese solo frutta, tra due di nuovo vegano. La visione del mondo del M5s, o forse sarebbe meglio dire di Beppe Grillo, è il punto più alto del machiavellismo dei tempi recenti. Dimenticate però la chiacchiera da bar che vuole il filosofo vicino a Cesare Borgia e Francesco Sforza, e non solo, come il teorico del cinismo senza scrupoli: il fine che giustifica i mezzi è una falsa attribuzione. Il Movimento sta tracciando un nuovo solco culturale, e si comporta come un «organismo» post ideologico e ultra moderno. Il suo operato è coerente alla tecno a-ideologia che ha sempre professato: si può essere qualsiasi cosa, in qualsiasi momento. Il mito è la velocità, un po’ come diceva Filippo Tommaso Marinetti. Una visione del potere centrata sulla velocità di processo, e non sulla meta. Il popolo, anzi la gente, è mobile. Qual piuma al vento, muta d'accento e di pensiero. E scriverlo ora, a poche ore dalla morte di Zygmunt Bauman, padre della "società liquida", è una triste coincidenza.

Non più nello spazio, ma nel tempo
Destra e sinistra, liberismo e socialismo, europeismo e anti europeismo, euro e no euro: questi sono solo vettori retorici usa e getta. La a-ideologia che muove Grillo, e il suo ristretto staff, non ha nulla di radicato e men che meno di radicale: è un eterno presente da cavalcare come un’onda dell’oceano su una tavola da surf. E le onde stanno diventando sempre più alte, impetuose ed eccitanti. Il concetto destra e sinistra, dato già per morto durante il direttorio, quello originale della Rivoluzione francese nel periodo 1795-1799, diviene un’allocazione temporale, anziché spaziale. Esiste solo il presente, la convenienza di ogni momento per giungere e mantenere il potere.

Comanda la Casaleggio Associati
In tal senso, la coerenza rispetto al messaggio originario di Grillo, che in molti presero come una battuta di spirito, è totale. Oggi il Movimento 5 stelle è contro il Tav e le grandi opere: domani potrebbe essere a favore. In virtù del ribaltone di questi giorni nessuno può escluderlo. Dopodomani forse, chissà. Ieri era contro le banche, oggi ha votato per entrare nel gruppo parlamentare europeo che ha nelle sue file i più ferrei rappresentanti del sistema euro finanziario. Idem su qualsiasi altro concetto. Il tutto, vien da pensare, riconducibile alle analisi di mercato, altro non sono, condotte dalla Casaleggio Associati, e alle interpretazione che ad esse dà il capo politico. Quindi, più che al Machiavelli, l’ex comico Beppe Grillo dovrebbe essere associato a Ovidio, il quale teorizzò «exitus acta probat».

Voto plebiscitario
Il popolo della Rete ha approvato la capriola ideologica voluta da Grillo e Casaleggio junior - ignorata da tutti, perfino dai parlamentari europei - con una vasta maggioranza. Non si tratta di valutare o meno la legittimità di tale scelta, bensì constatare che una parte predominante degli attivisti 5 stelle confida nell’infallibilità del capo politico, Beppe Grillo. Nemmeno il papa della Chiesa cattolica, la cui infallibilità è un dogma direttamente riconducibile allo Spirito Santo, può vantare una tale predominanza di pensiero. Gli attivisti giustificano l’operazione con il principio seguente: Renzi è comunque peggio. Cosa per altro vera, almeno fino all’ultimo ribaltone che mette sullo stesso piano ideologico, almeno in Europa, i due schieramenti. Ma, come si sa da circa trenta secoli, questa è una degli architravi della retorica: si può giustificare qualsiasi oscenità con la minaccia del «nemico alle porte»

Un accordo già il 4 gennaio
L’accordo con l’ex avversario ora alleato Guy Verhofstad era già stato fatto il 4 gennaio: se è vero, e per ora non è stato smentito, la votazione sarebbe stata un puro pro forma. Scriveva, relativamente alle folle, Steinbeck, nel suo capolavoro assoluto «The grapes of Wrath», nel 1939: «Portatevele in giro e basta» disse Joad. «Tuffatele in quel fosso. Dite loro che bruceranno nell’inferno, se non la pensano come voi. Che bisogno avete di condurle in un posto piuttosto che in un altro. Guidatele e basta». E così, da un giorno all’altro, letteralmente, il popolo di Beppe Grillo passa da una appartenenza anti europeista ad una che sostiene il Ttip, ed è chiaramente una mossa per rendere credibile il M5s ai poteri finanziari e politici della Ue. La visione anti euro quindi va in soffitta, almeno al momento: oggi per l'euro ci vuole una nuova "governance".

Dentro il sistema, accettando tutto
Era previsto perfino un referendum sulla moneta unica, e si raccolsero le firme nelle piazze. Dopo due anni da quell’insuccesso, il passaggio di campo da anti euro a pro euro, ma con la governance, è spiazzante. Ovviamente non è ipotizzabile pensare che il gruppo dell’Alde non abbia imposto la sua visione ideologica a Grillo - come per altro sostiene Luigi Di Maio che ormai sta ingoiando tutto - che ovviamente l’ha sposata. La strampalata idea secondo cui il M5s avrebbe fatto in ogni caso come gli pare non ha senso: non si entra in casa altrui pensando che si può far quello che si vuole. Ciò significa sdoganare l’austerità di bilancio, ad esempio: perché non può esistere una moneta unica senza tale politica. Insomma oggi la rivoluzione culturale del M5s comincia a prendere forma: è una sostituzione delle facce del passato con facce nuove, molto più presentabili: mantenendo però l’impianto culturale neo liberista egemonico.

La base brontola, ma poi si adegua
Qualche mugugno si alza dalla base e dai parlamentari che, ancora una volta, si dovrebbero rendere conto della limitatezza del loro operato. Anche la base si lamenta sui social, ma il nemico è alle porte e presto si dovranno serrare i ranghi. Vagamente surreale il commento di Luigi di Maio, ormai disposto a tutto per quel posto a capo del governo nel caso in cui vincesse il M5s alle prossime elezioni. La consultazione, secondo di Maio, "dimostra ancora una volta che la democrazia diretta è veloce, economica (ognuno vota dal proprio computer o smartphone) e coinvolgente (decidono decine di migliaia di persone anziché le segreterie di partito). E' un nuovo modo di fare politica, che i nostri avversari combattono con tutte le loro forze perché dimostra che un'alternativa al vecchio modo di fare politica esiste".