29 maggio 2017
Aggiornato 11:00
Meno 160 milioni anno nel raffronto 2011-2017

Presidenza della Camera promette più tagli alle spese. Risparmi fino al 2019?

L'ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la proroga di un anno sia del blocco dell'adeguamento sia dei tagli a indennità diarie e rimborsi

ROMA - L'ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la proroga di un anno sia del blocco dell'adeguamento sia dei tagli a indennità diarie e rimborsi per l'esercizio del mandato dei deputati: invece che a fine 2018, i provvedimenti restrittivi scadranno a fine dicembre 2019. Il bilancio previsionale del 2017 e il progetto di bilancio triennale 2017-2019 sono stati invece approvati con il voto contrario di Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro del Movimento 5 stelle. Lo riferiscono a fine riunione fonti di Montecitorio.

14% di risparmi dal 2011
Per rappresentare l'entità dei risparmi realizzati nella gestione della Camera, l'ufficio stampa, affiancato dal dirigente responsabile della Tesoreria di Montecitorio, Guglielmo Romano, ha scelto di sottoporre ai cronisti la comparazione tra le spese del 2011 o del 2012 con il costo di funzionamento previsto nel 2017 o nel triennio fino al 2019. Cifre non nuove, quindi, ma finalizzate a rappresentare in modo più efficace i risultati raggiunti. In sintesi: la spesa complessiva dell'istituzione nel 2011 ammontava a un miliardo e 108 milioni, nel 2017 sarà di 948 milioni, un risparmio di 160 milioni pari al 14%.

Riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi
Per quanto riguarda in particolare le restrizioni sulle indennità dei parlamentari il risparmio accumulato dal 2011 è di 22 milioni, mentre quello realizzato con il blocco del turnover del personale e con l'intervento triennale di taglio delle retribuzioni dei dipendenti Camera è di 70 milioni nell'arco del periodo 2012-2017. Altra voce evidenziata dagli uffici di Montecitorio è la riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi, attestata sui 140 milioni nel 2012, che sarà di 82,2 milioni nel 2017. A questo risultato ha contribuito la dimissione dei palazzi Marini, di proprietà del costruttore Scarpellini recentemente arrestato per corruzione insieme al capo del personale del Comune di Roma Raffaele Marra. La spesa per locazioni infatti è scesa dai 41 milioni del 2012 ai 2 del 2017.

Calo delle spese complessive
Riduzioni di spesa emergono, ha spiegato il tesoriere della Camera, anche nel raffronto fra le previsioni di chiusura del bilancio 2016 e il triennio 2017-2019. Facendo una distinzione fra spese generali e spesa previdenziale (per le pensioni dei dipendenti e i vitalizi degli ex parlamentari), si evidenzia una tendenza complessiva alla discesa delle spese: 592,8 milioni nel 2016, 549 nel 2017, 560 nel 2018, 549,4 nel 2019. Tendenza a diminuire della spesa non confermata, tuttavia, se si torna ad accorpare il dato della previdenza, che in Italia è a carico dell'istituzione parlamentare: la spesa complessiva sarà, come detto, di 948 milioni nel 2017 ma salirà a 973 milioni l'anno dopo per stabilizzarsi a 972 milioni nel 2019.