11 dicembre 2016
Aggiornato 14:30
Governo Renzi

Renzi e le «bufale» sul referendum: «Salvini complottista»

Il premier durante l'ultimo #MatteoRisponde: «Ci sono alcune persone che utilizzano in modo virale la propaganda, le bufale e la rete. Si può non essere d'accordo su tutto ma dimostriamo che noi non viviamo di propaganda»

ROMA – Matteo Renzi è tornato alla carica di chi lo contesta sul web, durante l'ultimo #MatteoRisponde: «Ci sono alcune persone che utilizzano in modo virale la propaganda, le bufale e la rete. Si può non essere d'accordo su tutto ma dimostriamo che noi non viviamo di propaganda».

«L'articolo 70 non è lungo, complicato? E' la Carta, non Topolino»
Il premier ha quindi «smontato» una per una le tesi di chi contesta la riforma al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, bollandole come «bufale» e promettendo di «fare servizio pubblico, una discussione nel merito». Il presidente del Consiglio ha esordito dicendo che l'articolo 70 della Costituzione versione Renzi «non è lungo ma supera il ping pong tra Camera e Senato», nonostante passi da 9 parole, «La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere», a 483 fra le quali: «Di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.
Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma»
. A chi non ne capisce il contenuto Renzi ha detto: «A chi dice che è difficile dico: è la Costituzione non è Topolino».

La questione dell'elezione dei senatori
Il secondo tema affrontato durante la diretta social del segretario del Partito democratico è la nomina dei Senatori, che a suo dire verranno scelti direttamente dagli italiani, ma solo dopo che verrà varata una nuova legge elettorale: «I cittadini eleggeranno i senatori, sulla scheda ci sarà il nome e cognome ma la legge non è operativa perché non è operativa la riforma costituzionale». Renzi ha spiegato meglio, evidenziando che «gli elettori potranno decidere sulla scheda quale consigliere regionale andrà in Senato, metteranno il nome e cognome del candidato scelto all'interno del loro partito» e che tutto questo avverrà con una nuova «legge elettorale che sarà fatta in caso di vittoria del sì».

«Salvini complottista»
Quindi il premier ha dato il titolo di «bufala d'oro» a chi sostiene come il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini (definito da Renzi «complottista»), che l'articolo 117 della Carta post riforma prevede una cessione di sovranità alle istituzioni europee. «Non è vero che cambia il rapporto di potere tra Unione europea e Italia. È la più clamorosa di tutte». Comparando però i testi dei due articoli è evidente l'ingresso dell'Ue in Costituzione. Oggi si legge: «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali». Nel caso vinca il Sì invece: «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali».